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TRENTO. Il Consiglio delle autonomie locali ha dato parere favorevole, ma con alcune osservazioni, alle modifiche del Regolamento urbanistico edilizio provinciale (Ruep) che riguardano le costruzioni in area agricola. In parole semplici: il giudizio è positivo, ma secondo i Comuni servono più cautele per evitare di costruire troppo e consumare suolo agricolo.
Le modifiche sono state presentate dall’assessore provinciale Mattia Gottardi insieme al dirigente Giovanni Gardelli. L’obiettivo della Provincia è chiarire meglio quando e come si può costruire in campagna, soprattutto per aiutare i giovani agricoltori, favorire il passaggio generazionale e recuperare edifici già esistenti, anche per agriturismi o foresterie per i lavoratori stagionali. La Provincia ha assicurato che le decisioni dei singoli Comuni resteranno centrali.
Il Cal, come spiegato dal sindaco di Primiero San Martino di Castrozza e assessore competente Daniele Depaoli condivide l’intento ma chiede equilibrio. In molte zone del Trentino, le aree agricole sono molto appetibili per nuove costruzioni e rischiano di perdere la loro funzione principale. Per questo, secondo i Comuni, bisogna evitare che le nuove regole favoriscano interventi troppo invasivi o poco coerenti con il territorio.
Particolari perplessità riguardano gli agriturismi: le norme proposte permettono ampliamenti importanti anche in assenza di un vero centro agricolo. Il Cal chiede che siano i Prg comunali a decidere se e quanto limitare queste possibilità. Attenzione anche alle foresterie: serve una definizione chiara per evitare che vengano realizzati semplici appartamenti che non rispondono davvero alle esigenze dei lavoratori stagionali.
Sul tema delle abitazioni per gli agricoltori, i Comuni chiedono di mantenere la possibilità di regole più restrittive a livello locale e di limitare le nuove costruzioni isolate. Criticato anche il requisito dei quattro ettari di terreno in proprietà per le aziende zootecniche, giudicato troppo rigido soprattutto per i giovani: su questo punto la Provincia ha già mostrato disponibilità a rivedere la norma.
Nel dibattito sono intervenuti, tra gli altri, Alessio Zanoni di Riva del Garda, Arianna Fiorio di Arco (“gli ampliamenti alle possibilità edificatorie per gli agricoltori, potrebbero prestarsi a comportamenti speculativi in aree come quella dell'Alto Garda, con un possibile incremento dei prezzi delle aree a ciò vocate, a tutto svantaggio di chi effettivamente intende avviare un'impresa nel settore”), Luca Paolazzi di Lavis, Giacomo Redolfi di Mezzana e Mirko Gadler di Vignola Falesina, evidenziando rischi di speculazione e la necessità di tutelare il paesaggio. In chiusura, il presidente del Cal Michele Cereghini ha annunciato che il parere finale sarà inviato alla Giunta provinciale, con l’auspicio che le osservazioni vengano accolte.


