All'Università di Pisa si è tenuta la riunione annuale di scienziati sperimentatori della patata, convocata dal Centro studi per la patata di Bologna. La nostra Regione era rappresentata dal direttore dell'istituto agrario provinciale di S. Micheleaccompagnato dall'esp. agr. Rigotti, dal dott. Dorigatti del Comitato stock Seed, dal dott. Gebert e dal dott. Gissmann di Brunico.


Fra le più interessanti relazioni sui lavori svolti dalle singole Stazioni sperimentali, è figurata quella della Stazione di S. Michele all’Adige per i suoi lavori di genetica sulla patata, poiché è l'unica Stazione in Italia che abbia lavorato, in questo campo, su vasta scala e con successo. Infatti la Stazione di S. Michele ha già ottenuto numerose razze di patate per mezzo di ibridazioni tra razze europee e razze autoctone boliviane, espressamente ritirate dalla patria di origine della preziosa solanacea.

Possiamo dire ora di avere la patata italiana che, nata e cresciuta nel nostro particolare ambiente, potrà presentarsi meno delicata e più produttiva delle razze ritirate periodicamente da paesi troppo differenti per condizioni di clima, dai nostri.


È questo il problema basilare della sperimentazione della patata poiché una razza di patata vera e propria italiana non esiste e non è mai esistita, in quanto in Italia non si è mai praticata la genetica di questa pianta. Resta quindi alla Stazione di S. Michele il vanto di avere iniziato un lavoro così importante sia per l’economia della Regione come per quella di tutta Italia.

Si è perciò convenuto di sottoporre a prove collegiali comparative le nuove razze ottenute a S. Michele, nelle diverse Stazioni sperimentali d'Italia incaricate dal ministero dell'agricoltura. Dopo di che le razze riscontrate meritevoli, saranno moltiplicate in grande stile per la produzione di tuberi da seme da immettere nella coltura ordinaria.

Si avrà così una lucrosa coltura di patate da seme principalmente nella nostra Regione che gode di particolari condizioni ambientali e, a mano a mano, si affrancherà la nazione dall'onerosa importazione dall'estero di razze di patate che, pur ottime sotto certi aspetti, presentano anche gravi inconvenienti.


Intanto va segnalata la nuova razza, già denominata «patata S. Michele» che, diffusa da qualche anno in Toscana, si cercherà di moltiplicare anche nel Trentino. Durante le discussioni il dott. Dorigatti ha affermato il problema dell'organizzazione e della disciplina nella produzione delle patate da seme, prendendo per base le proposte già formulate dal nostro Catoni e da tempo presentate al ministero dell'agricoltura.

È questo un problema che si deve concretare nella adozione del marchio nazionale di produzione, senza del quale la produzione e il commercio delle patate da seme in molti casi si risolve in una vera e propria truffa ai danni della pataticoltura nazionale.