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TRENTO. Un’interrogazione della consigliera provinciale Lucia Maestri porta in aula il tema del disagio sociale giovanile in Trentino, con particolare riferimento ai suicidi e ai fenomeni legati a dipendenze e fragilità nelle valli. Il documento prende le mosse dal progetto “Restiamo Insieme”, promosso dalla Comunità della Val di Sole e dall’Associazione provinciale per i minori di Trento, che ha studiato per due anni strategie di prevenzione primaria contro il suicidio.
Secondo i dati citati, il tasso dei suicidi in Val di Sole, calcolato tra il 1980 e il 2001, è risultato circa tre volte superiore rispetto alla media nazionale. Accanto a questo fenomeno, emergono anche numeri preoccupanti su alcol e droga: in un anno 4.517 persone hanno avuto almeno un accesso ai servizi dell’Unità Dipendenze dell’Apss, mentre il consumo di stupefacenti, in linea con la media nazionale, appare in aumento soprattutto nelle valli.
Nell’interrogazione, Maestri sottolinea come «la tragedia del suicidio rappresenti l’apice di un male di vivere collettivo», richiamando le esperienze di altri Paesi europei e mettendo in discussione politiche provinciali giudicate troppo concentrate su investimenti economici e infrastrutturali. «Serve una politica sociale che faccia dell’inclusione il perno di una nuova cultura della comunità», scrive la consigliera, chiedendo alla Giunta di chiarire quali strumenti di monitoraggio siano stati messi in campo e quali nuove misure intenda adottare.
Le domande rivolte all’esecutivo riguardano quattro ambiti: indicatori di monitoraggio del disagio giovanile, politiche extra-sanitarie già attivate, investimenti futuri per sostenere nuove azioni di prevenzione e inclusione, ed eventuali iniziative condivise in sede euroregionale, vista la diffusione del fenomeno anche in Tirolo e Alto Adige.


