TRENTO. La gestione dell’accoglienza notturna per le persone senza dimora torna al centro del dibattito politico in Trentino. La consigliera provinciale di minoranza Paola Demagri ha presentato un’interrogazione alla Giunta provinciale chiedendo chiarimenti sulle scelte adottate nelle ultime settimane, durante le quali in città è stato segnalato un aumento di persone costrette a dormire all’aperto, anche con temperature rigide.


Nel testo, Demagri parla di un peggioramento delle condizioni di tutela e accoglienza e richiama le preoccupazioni espresse da soggetti istituzionali, sociali ed ecclesiali. Al centro della contestazione c’è il criterio del contingentamento legato alle temperature per l’accesso a un riparo notturno, indicato come elemento che solleva dubbi sulla coerenza con i valori di solidarietà e responsabilità attribuiti alla comunità trentina.


L’interrogazione chiede alla Giunta provinciale quale modello intenda perseguire in futuro: un sistema basato sulla tutela della dignità umana e su un’accoglienza minima e continuativa, oppure un’impostazione in cui l’accesso al riparo dipende da criteri discrezionali. Un secondo punto riguarda l’indirizzo politico che avrebbe portato alla scelta di lasciare persone senza riparo nelle ultime settimane e se tale linea risponda a decisioni autonome o a impegni legati a forze politiche esterne al territorio provinciale.


Infine, Paola Demagri domanda se il presidente ritenga compatibile con i valori del Trentino una gestione che espone persone fragili a dormire all’addiaccio e quali iniziative intenda mettere in campo per ristabilire un approccio definito “rispettoso della dignità umana”.