TRENTO - «Le cronache giudiziarie certificano quanto abbiamo sempre sostenuto: in Trentino c’è un monoblocco di gestione del potere centrodestra/centrosinistra che, mentre si scontra su questioni coreografiche, segue un identico modus operandi quando si tratta di affari».

È duro il commento del consigliere provinciale di Onda Filippo Degasperi, che non si dice sorpreso: «È avvilente vedere ancora abbinate l’associazione mafiosa e la nostra terra. Il voto utile, sempre sbandierato per obbligare i trentini alla disciplina elettorale, si rivela per le sue nefaste conseguenze: voto utile sì, ma solo per qualcuno. Voto dannoso, invece, per tutti gli altri.

Se il tempo è maturo per cambiare la politica e farla tornare servizio ai cittadini anziché gestione di interessi privati ce lo diranno gli elettori tra qualche mese. Noi siamo consapevoli e pronti».

Anche il consigliere Claudio Cia è intervenuto: «Le notizie ci portano a riaccende il dibattito sul ruolo di trasparenza ed etica nella politica. Chi sceglie di entrare nella vita pubblica assume una grande responsabilità: rappresentare i cittadini e operare nel loro interesse, sempre con integrità e rispetto delle leggi. Questa vicenda rischia di erodere la fiducia dei cittadini. Auspico che la giustizia faccia il suo corso con rapidità e chiarezza».

Da due consiglieri attuali a un ex, Alex Marini del Movimento 5 Stelle: «Su corruzione e criminalità organizzata il M5S aveva avvertito, ma le denunce sono rimaste inascoltate. Per un intero mandato abbiamo presentato interrogazioni puntuali e dettagliate, evidenziando l’elevato rischio di illeciti nel settore immobiliare e del ciclo del cemento, anche con particolare riferimento all’area dell’Alto Garda. Le nostre proposte, volte a rafforzare i meccanismi di trasparenza e prevenzione, sono state respinte o ignorate. È evidente che la priorità di questa maggioranza sia stata quella di evitare che l’opinione pubblica fosse informata sui rischi concreti di infiltrazioni e illeciti, nonostante gli indizi fossero già allora ben visibili».

Ancora Marco Rizzo e Patrizia Caproni di Democrazia Sovrana Popolare: «Coinvolti personaggi eccellenti: anche in Trentino destra e sinistra sono due facce della stessa medaglia».

Maurizio Acerbo e Giuliano Pantano di Rifondazione Comunista puntano il dito sul centrodestra: «L’arresto della sindaca leghista di Riva riguarda una vasta rete di malaffare o corruzione e speculazione edilizia. Un’altra “risorsa salviniana” è finita sotto inchiesta a ricordarci che nessuna comunità immigrata registra il tasso di reati della destra italiana. L'intreccio affari-politica continua a inquinare la vita delle nostre istituzioni»

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