TRENTO. Acquacoltura trentina, ripartenza tra qualità e innovazione: il settore guarda al futuro con investimenti e filiere, sostenuto da segnali positivi già nei primi mesi del 2026. All’assemblea di Astro e del Consorzio di tutela delle trote del Trentino IGP emerge un comparto che, nonostante le difficoltà internazionali, dimostra capacità di adattamento e rilancio.

Giulia Zanotelli sottolinea: “Il futuro del settore passa da investimenti, filiere e valorizzazione del territorio”, mentre Vittorio Facchini evidenzia il ruolo dell’unità tra produttori per affrontare le sfide. Il comparto ittico provinciale conta 40 imprese su 70 impianti e nel 2025 ha generato una produzione lorda vendibile di 35,8 milioni di euro, con circa 500 addetti. Astro ha registrato un fatturato di 8,1 milioni di euro (-1,23%), mentre il Consorzio di tutela ha raggiunto 5,9 milioni di euro, per un totale di circa 14 milioni di euro.

Le prospettive per il 2026 sono però in crescita: nei primi mesi si registra un aumento del fatturato del +18,37%, segnale concreto di ripartenza. Sempre più centrale il marchio IGP: nel 2025 rappresenta il 63,33% del prodotto fresco venduto, pari a 343 tonnellate su 542 complessive. Numeri che confermano l’apprezzamento dei consumatori per un prodotto certificato e legato al territorio. Rafforzate anche le certificazioni, tra cui Global Food Safety Initiative e “Friend of the Sea”, oltre allo sviluppo della linea BIO.


Sul fronte delle risorse, il programma FEAMPA 2021-2027 mette a disposizione circa 6,5 milioni di euro per il settore ittico trentino. Tra i progetti strategici spicca quello sulla competitività e sostenibilità dell’acquacoltura di montagna, con un valore di oltre 11 milioni di euro e il coinvolgimento di 9 aziende. Prosegue anche il progetto Omega 3 e la ricerca su qualità e riduzione degli sprechi, confermando un comparto che punta su innovazione e sostenibilità.