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TRENTO. Formaggi d’alpeggio e Trentodoc si incontrano a Palazzo Roccabruna per un aperitivo dedicato a due produzioni fortemente legate al territorio. A guidare la degustazione Simone Loguercio, Miglior Sommelier d’Italia Ais 2018, e Marina Schmohl, relatrice dell’Organizzazione nazionale assaggiatori formaggio.
Protagonisti cinque formaggi di malga con differenti stagionature, dalle produzioni del 2025 fino a quella del 2022. Un percorso pensato per mostrare gli effetti del tempo su consistenza, sapidità e struttura. I Trentini di Malga, ha ricordato Schmohl, devono essere prodotti in malghe della provincia con latte crudo proveniente da animali alimentati prevalentemente con erba fresca al pascolo e rispettare precise regole di produzione e stagionatura.
Sul fronte delle bollicine, Loguercio ha illustrato i criteri utilizzati per trovare l'abbinamento con il Trentodoc: concordanza o contrapposizione tra le caratteristiche dei due prodotti. Alla persistenza del formaggio si risponde così con quella del vino, alla sapidità con la morbidezza e alla grassezza con l’acidità, cercando equilibrio e pulizia al palato.
L’appuntamento è stato anche un'occasione per promuovere la conoscenza delle produzioni d’alpeggio trentine. La Provincia ricorda che i formaggi a latte crudo interessati dalle proprie campagne informative sono altamente sconsigliati a bambini sotto i 10 anni, donne in gravidanza, anziani e persone fragili o immunodepresse.


