TRENTO. Rendere la crioconservazione degli ovociti accessibile gratuitamente attraverso il Servizio sanitario nazionale, superando una possibilità che oggi, al di fuori delle indicazioni mediche, resta sostanzialmente legata alle disponibilità economiche delle donne. A rilanciare la proposta è la parlamentare trentina Sara Ferrari, deputata del Partito democratico e capogruppo dem nella commissione parlamentare d'inchiesta sul femminicidio e la violenza di genere.

Un anno fa Ferrari ha firmato alla Camera la proposta di legge del Pd, a prima firma del deputato Gian Antonio Girelli, che punta a inserire la crioconservazione degli ovociti nei livelli essenziali di assistenza. «Nella mia storia politico-istituzionale mi sono sempre battuta perché il servizio pubblico garantisca a tutte le donne, indipendentemente dalle loro condizioni economiche e di vita, l'autodeterminazione sulle proprie scelte riproduttive», sottolinea la parlamentare.

In Italia, ricorda Ferrari, il congelamento degli ovociti è garantito gratuitamente quando è legato a problemi di salute. Chi invece sceglie di ricorrervi per poter posticipare un'eventuale maternità deve rivolgersi al settore privato. Secondo i dati riportati dalla deputata, un ciclo completo, comprendente stimolazione, prelievo e crioconservazione, può costare tra i 3 mila e i 7 mila euro.

Per Ferrari si crea così una disparità: «La libertà di scelta rispetto ai tempi della propria maternità è condizionata dalla disponibilità economica». Garantire gratuitamente il trattamento o prevedere un sostegno pubblico, come avviene in altri Paesi europei, sarebbe quindi «una questione di democrazia, per superare un'ingiustizia legata alle condizioni di ricchezza o povertà».

La parlamentare trentina lega il tema anche alle difficoltà incontrate dalle donne nel mercato del lavoro e alla necessità di sostenere l'occupazione femminile e una maggiore condivisione del lavoro di cura. «Spesso sono proprio le donne in condizioni lavorative più fragili quelle che non possono permettersi di rischiare di perdere il lavoro perché diventano madri», osserva Ferrari, che rilancia anche la richiesta del congedo paritario tra i genitori.

Secondo la deputata, sostenere la possibilità di posticipare la maternità non significa rinunciare alle politiche per contrastare il calo delle nascite. «Una cosa non esclude l'altra». Servono, sostiene, investimenti nei servizi all'infanzia e per gli anziani, strumenti di conciliazione tra vita e lavoro, educazione all'affettività e alla parità e politiche per favorire l'autonomia economica femminile.

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La proposta di legge prevede una prima sperimentazione triennale con accesso gratuito, su richiesta e in presenza delle necessarie condizioni mediche, per le donne tra i 27 e i 37 anni. L'obiettivo successivo è arrivare all'inserimento della crioconservazione degli ovociti e del tessuto ovarico nei Livelli essenziali di assistenza, affiancando alla misura campagne informative e un sistema di monitoraggio degli esiti clinici e dei costi.

Ferrari chiede ora che il tema entri nell'agenda politica nazionale. «Chissà se ora che si è aperto un dibattito, sperabilmente non solo ferragostano, ci sarà spazio e disponibilità da parte della maggioranza di destra per intervenire in quest'ultimo scorcio di legislatura anche sui diritti delle donne a favore della natalità».