TRENTO. Sconteranno la pena ai domiciliari, Arsild Memaj, 21 anni, e Klodjan Cesku, 32, due dei tre rapinatori arrestati per il colpo alla villa di Eugenio Gallizioli. I due complici che - rispetto al terzo - avevano patteggiato una pena di 4 anni e due mesi, più 1.200 euro di multa e la confisca di quanto sequestrato (ovvero un orologio e alcuni capi di abbigliamento), ora potranno essere trasferiti dal carcere a casa. La richiesta, presentata dai rispettivi avvocati Amedeo Rizza e Marco Marcelli, è stata accolta dal giudice dell'udienza preliminare del tribunale di Trento, Enrico Borrelli.

Dopo aver recuperato i braccialetti elettronici, i due sono potuti rientrare nelle loro rispettive abitazioni per proseguire con la detenzione. Se i due avevano deciso di scendere a patti con la giustizia, il terzo complice, Marjan Ndrekaj, 45 anni, originario dell'Albania e residente in provincia di Bari (che si è sempre detto estraneo ai fatti) ha chiesto, attraverso l'avvocato Filippo Castellaneta del foro di Bari, di essere giudicato con rito abbreviato condizionato ad una perizia sulle intercettazioni telefoniche, nonché sui riscontri biologici.

Richiesta che però era stata respinta. La rapina avvenne nella notte fra il 7 e l'8 ottobre 2025 nella villa di via Falzolgher di Gallizioli. L'imprenditore fu svegliato dai banditi e minacciato con una pistola e con un coltello affinché consegnasse tutto ciò che aveva. Si rifiutò di aprire la cassaforte ed a quel punto uno della banda (Memaj, secondo la ricostruzione dei carabinieri) prese la Skoda Octavia della vittima e raggiunse il cantiere a Martignano da cui prese la fiamma ossidrica.

Le indagini, coordinate dal pm Davide Ognibene, portarono all'arresto dei tre albanesi e alla denuncia a piede libero di un quarto soggetto. Memaj e Cesku, dopo essere rimasti in silenzio nel corso dell'interrogatorio di garanzia, successivamente ammisero i fatti.