La valle dei Mocheni rappresenta, nei suoi panorami naturali e nel contesto degli insediamenti umani, una tipica area di interesse paesaggistico, artistico e sociale, i cui presupposti sembrano però destinati a sbiadire e scomparire al contatto dell'incalzante ritmo della vita moderna, che induce anche la popolazione di questa caratteristica valle alla diserzione delle tradizionali fonti di vita e con essa alla fuga dal paese, all'abbandono degli abitati, alla rovina di tutti i beni creati sul posto.

Se va accettata, come rientrante nell'ordine naturale delle cose, la ricerca, anche da parte degli abitanti di detta valle, di più aggiornati interessi economici e sociali, non sembra tuttavia si debbano trascurare i mezzi e gli strumenti necessari, affinché il trasferimento di tali interessi della popolazione si trasformi non nell'esodo di massa e nella perdita di quei valori che, sorti nella spontaneità di una forma tipicamente tradizionale di vita, fino a poco tempo fa non lontana da alcuni aspetti tribali, entrano già oggi a far parte di quel corredo artistico e culturale che è patrimonio dell'intera società.


Con tali presupposti è stato presentato un disegno di legge da parte dell'assessore all'economia montana e forestale Marziani al Consiglio regionale che mira a predisporre alcuni elementi atti ad incentivare l'interesse alla permanenza in sito degli abitanti, aprendo ad essi nuove e più confacenti ragioni di stabilità, nella previsione di un avvio ad una forma di turismo contemporaneo le esigenze dell'ospite con gli interessi locali delle popolazioni e con la conservazione e la salvaguardia della più tipica espressione artistica e culturale della valle: le case, i rustici, i fienili mirabilmente fusi nel paesaggio vallivo.


Si sono perciò predisposte le norme legislative intese a porre a disposizione gli strumenti finanziari necessari alla conservazione e alla valorizzazione, anche sotto destinazioni differenti da quelle originarie, ma sempre nel rispetto estetico - costruttivo, delle «baite» della valle dei Mocheni.


Sono queste «baite», in effetti, costruzioni già destinate a fienili (parzialmente e saltuariamente abitati) e a stalle (isolate o annesse alle abitazioni e ai fienili) alle quali la spontaneità dei criteri costruttivi ha dato, all'epoca della loro creazione, requisiti informativi di un caratteristico edificio rustico, che rischia di scomparire nell'abbandono o nell'incuria.


I contributi potranno essere concessi nella misura massima del 50% della spesa riconosciuta ammissibile a favore dei proprietari delle baite, e nella misura massima del 70% per i piccoli proprietari. E’ previsto lo stanziamento di lire 20 milioni all'anno per 5 anni (dal 1968 al 1972); detto importo consentirà il miglioramento di numerose baite con notevole beneficio sotto gli aspetti economico - sociale e turistico delle zone interessate.