TRENTO. Il sindaco Franco Ianeselli prende posizione a difesa del vescovo Lauro Tisi dopo le polemiche seguite alla sua ultima omelia. Il primo cittadino parla di attacchi «preoccupanti» rivolti nelle ultime ore al presule e gli esprime «tutta la mia solidarietà». Per Ianeselli, si può discutere il contenuto delle parole pronunciate durante la veglia di preghiera, ma non è accettabile pretendere di fissare dall’esterno i limiti della missione della Chiesa.

Il riferimento è alle critiche arrivate da alcuni consiglieri provinciali e da esponenti di un movimento politico, intervenuti dopo le parole del vescovo sul tema dei migranti. Secondo il sindaco, non spetta alla politica stabilire quali argomenti siano consentiti a un’autorità religiosa e quali invece debbano restare fuori dal suo intervento pubblico. Una distinzione che, osserva, riguarda il rispetto reciproco fra istituzioni.

Ianeselli richiama poi il principio di laicità dello Stato, che indica come fondamento del rapporto con la libertà della Chiesa. Da qui, sottolinea, discende anche il dovere di mantenere un confronto corretto, pur nella diversità delle opinioni. Il sindaco giudica invece gravi le accuse rivolte al vescovo, parlando apertamente di argomentazioni «intimidatorie» e di un tentativo di censura nei confronti di una voce ritenuta scomoda.

Nella parte finale del suo intervento, il sindaco allarga il ragionamento al clima pubblico in Trentino. Da laico, afferma, sorprende che proprio questo territorio, tradizionalmente legato al dialogo e al confronto plurale, possa diventare teatro di ingerenze di questo tipo. Per Ianeselli, il dissenso resta legittimo, ma non può trasformarsi nella pretesa di zittire chi esprime una posizione morale diversa.