TRENTO. Si sta volgendo a porte chiuse, in Tribunale a Trento, nella giornata di oggi, lunedì 3 ottobre, un nuovo incidente probatorio – l’ultimo – nel procedimento per maltrattamenti a carico di Saverio Tateo, l’ex primario di ginecologia dell'ospedale di Trento in cui lavorava Sara Pedri, la giovane dottoressa scomparsa il 4 marzo 2021, e della sua vice Liliana Mereu, in aula pure lei. In mattinata ne è stata ascoltata una persona, nel pomeriggio parlerà un’altra testimone.

Un clima di paura, qualcuno l'ha definito persino di terrore, regnava secondo diversi racconti nel reparto di Ginecologia dell'ospedale Santa Chiara all'epoca in cui era primario Saverio Tateo, affiancato dalla sua vice Liliana Mereu, ora indagati per maltrattamenti.


Nella richiesta di incidente probatorio avanzata dalla Procura per raccogliere le testimonianze di una decina di parti lese (in totale sono 21), la parola più usata è "subire”. 


Subire «ingiurie, diffamazioni, denigrazioni personali, percosse, minacce di sanzioni disciplinari, demansionamenti, condotte vessatorie con effetto di umiliazione, sofferenza e annichilimento». 

La parola poi passerà al giudice.