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TRENTO. Il mercato della casa rallenta in Trentino: nel terzo trimestre del 2026 le compravendite residenziali sono state 1.218, contro le 1.253 dello stesso periodo del 2025, con una flessione del 2,8%. Rispetto al secondo trimestre, chiuso a quota 1.235, mancano 17 transazioni. Il quadro è stato presentato da Fimaa Trentino, aderente a Confcommercio, con il presidente Severino Rigotti e il notaio Raffaele Greco, del Consiglio notarile di Trento e Rovereto.
A incidere è soprattutto settembre, sceso da 479 a 434 compravendite, con un calo del 9,39%. Luglio è rimasto stabile a 530 transazioni, mentre agosto è cresciuto da 244 a 254, segnando un aumento del 4,1%. «Il rallentamento forte lo abbiamo sentito nel settembre di quest’anno», ha spiegato Rigotti. Secondo il presidente, sulle scelte delle famiglie pesano i prezzi elevati delle nuove costruzioni e le difficoltà di accesso al credito, comprese le risorse proprie necessarie per affiancare il mutuo.
L’indicatore repertoriale dell’attività notarile cresce invece di circa il 6% nel trimestre e del 5% nei primi nove mesi. Greco ha chiarito che non significa un aumento delle compravendite: il parametro considera numero e valore degli atti, includendo anche mutui e donazioni. Il notaio ha inoltre richiamato il ruolo dei trasferimenti familiari nell’accesso alla casa.
Per il finale d’anno Rigotti resta prudente, ma non esclude un recupero. «Il mese di dicembre alle volte dà delle sorprese», ha ricordato. Le attese sono rivolte ai rogiti di fine anno e alle misure provinciali per prima casa e recupero di immobili da affittare, con l’obiettivo di chiudere in equilibrio rispetto al 2025.


