TRENTO. Il caro carburante mette sotto pressione anche 2.280 imprese della provincia di Trento, concentrate nei settori che più dipendono dagli spostamenti su strada. Secondo i dati camerali elaborati dall’Ufficio studi della CGIA, a fine 2025 sul territorio provinciale risultavano attive 1.328 imprese di agenti di commercio, 728 nell’autotrasporto e nei servizi di trasloco e 224 tra taxi e Ncc. Trento si colloca così al 45° posto tra le province italiane per numero complessivo di attività nei tre comparti. Testo incollato Testo incollato

A pesare sui bilanci è soprattutto la corsa dei prezzi alla pompa. Tra il 27 febbraio e il 25 settembre il diesel self service è passato da 1,721 a 2,338 euro al litro, con un aumento del 35,9%, pari a oltre 60 centesimi. Nello stesso periodo la benzina è salita da 1,668 a 2,154 euro, segnando un incremento del 29,1%, quasi 50 centesimi in più al litro. Testo incollato Testo incollato

Una situazione particolarmente delicata per chi macina chilometri ogni giorno. Gli autotrasportatori devono sostenere subito le spese per gasolio, pedaggi, manutenzione e personale, mentre gli incassi possono arrivare anche dopo 90 o 120 giorni. Per tassisti e Ncc, invece, la possibilità di trasferire rapidamente i maggiori costi sui clienti è limitata, mentre gli agenti di commercio, che possono percorrere decine di migliaia di chilometri l’anno, vedono aumentare direttamente le spese necessarie per svolgere l'attività. Testo incollato

Da oggi, sabato 26 settembre, inoltre, il taglio delle accise sul diesel viene dimezzato, passando da 12,2 a 6,1 centesimi al litro, misura prevista fino al 5 ottobre. Negli ultimi sei mesi e mezzo gli interventi del governo contro il caro carburante hanno superato, secondo la CGIA, 2,6 miliardi di euro, considerando riduzioni delle accise e crediti d'imposta destinati ai settori maggiormente esposti.