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TRENTO. Durante il question time in Consiglio provinciale, la consigliera Michela Calzà del Partito Democratico ha interrogato la Giunta provinciale sui numeri del caporalato in Trentino, chiedendo un quadro aggiornato sui casi emersi, i settori coinvolti e le modalità di assistenza ai lavoratori stranieri vittime di questo fenomeno.
L’assessora all’Agricoltura, Giulia Zanotelli, ha risposto evidenziando come negli ultimi anni le istituzioni abbiano rafforzato le azioni di contrasto al caporalato in diversi ambiti produttivi. Negli ultimi cinque anni, il Servizio Lavoro della Provincia ha effettuato controlli su 7 aziende, coinvolgendo complessivamente 177 lavoratori. Nel 2025 l’attività di vigilanza proseguirà con iniziative coordinate con le forze dell’ordine e l’Inps per monitorare e contrastare il fenomeno.
Per migliorare l’efficacia degli interventi, nel corso di giugno 2025 è previsto un percorso formativo con i carabinieri, finalizzato allo scambio e all’acquisizione di competenze specifiche per gli organi di vigilanza impegnati nella lotta al caporalato. Un dato significativo emerso riguarda inoltre la regolarizzazione dei lavoratori stagionali: nel 2024 sono state presentate 537 domande di conversione del permesso di soggiorno stagionale in permesso per lavoro subordinato a tempo determinato o indeterminato, con 472 lavoratori che hanno ottenuto il permesso.
La consigliera Calzà ha apprezzato la dettagliata risposta ma ha chiesto copia della documentazione per poter approfondire ulteriormente il tema e continuare a monitorare la situazione sul territorio. Il contrasto al caporalato resta una priorità per la Provincia, che punta a rafforzare controlli e collaborazioni tra istituzioni per tutelare i diritti dei lavoratori e garantire condizioni di lavoro dignitose.


