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TRENTO. L'agricoltura trentina deve fare i conti con una doppia emergenza: da una parte la recrudescenza della flavescenza dorata, una delle più gravi malattie della vite, dall'altra gli eventi meteorologici estremi, come la violenta raffica di vento discendente (downburst) che ieri ha colpito la zona di Madruzzo, provocando gravi danni a vigneti e frutteti del Pergolese.
Le più recenti evidenze tecnico-scientifiche della Fondazione Edmund Mach confermano un aumento della diffusione della flavescenza dorata, fitopatia favorita dalla presenza dell'insetto vettore Scaphoideus titanus. Per limitare la propagazione della malattia risultano fondamentali il monitoraggio costante dei vigneti, l'eliminazione tempestiva delle piante infette e il rispetto delle misure fitosanitarie.
A questa criticità si è aggiunto il maltempo. Nella giornata di ieri la zona di Madruzzo è stata interessata da una violenta raffica di vento discendente (downburst) con raffiche superiori ai 20 metri al secondo, pari a oltre 70 chilometri orari, come rilevato dagli esperti di Meteotrentino. Il fenomeno ha provocato danni diffusi ai vigneti e ai frutteti, soprattutto nel Pergolese, arrivando ad abbattere interi impianti.
Le prime stime parlano di circa 100 ettari di coltivazioni colpite, con diversi livelli di danneggiamento, per un valore della produzione stimato in circa 2 milioni di euro. I vertici di Co.Di.Pr.A., insieme all'assessora provinciale Giulia Zanotelli e ai rappresentanti della Cantina Toblino, hanno effettuato un sopralluogo nelle aree interessate per verificare l'entità dei danni, raccogliere le prime segnalazioni e incontrare le aziende agricole coinvolte.
«La gestione del rischio oggi deve affrontare contemporaneamente fitopatie emergenti ed eventi meteorologici sempre più intensi – afferma il direttore di Co.Di.Pr.A., Marica Sartori –. È indispensabile integrare ricerca scientifica, prevenzione e strumenti di tutela. Gli ultimi vent'anni hanno dimostrato quanto la ricerca e l'analisi preventiva dei cambiamenti climatici siano determinanti per il futuro dell'agricoltura. Solo negli ultimi dieci anni i risarcimenti liquidati per danni diversi dalla grandine hanno superato i 200 milioni di euro».
Anche il presidente Giovanni Menapace sottolinea il valore della presenza sul territorio: «Essere vicini agli agricoltori significa intervenire subito dopo gli eventi, ascoltare le aziende e accompagnarle nella gestione del danno. Continuiamo a sviluppare soluzioni concrete a tutela delle imprese agricole e del loro reddito».
Il quadro trentino si inserisce in una tendenza ormai consolidata a livello europeo. Secondo l'Agenzia Europea dell'Ambiente, tra il 1980 e il 2023 gli eventi climatici estremi hanno provocato oltre 738 miliardi di euro di perdite economiche e, senza un rafforzamento delle misure di adattamento, i danni sono destinati a raddoppiare entro il 2050.
Per quanto riguarda la tutela delle aziende, Co.Di.Pr.A. ricorda che i danni provocati dalla flavescenza dorata possono essere denunciati attraverso il Portale del Socio, con copertura garantita dal Fondo Fitopatie Impianti e dal Fondo Fitopatie Vegetali. Per gli eventi estremi come la raffica di vento discendente (downburst) è invece disponibile la Polizza Strutture, che protegge impianti e strutture aziendali dei soci assicurati grazie anche al sostegno della Provincia autonoma di Trento.
La concomitanza tra l'espansione delle fitopatie e l'aumento degli eventi meteorologici estremi conferma, conclude Co.Di.Pr.A., come il futuro dell'agricoltura trentina passi sempre più attraverso prevenzione, innovazione e strumenti assicurativi e mutualistici capaci di rafforzare la resilienza delle imprese agricole.



