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TRENTO. Di fronte all’ondata di caldo che sta interessando il Trentino, arriva in Consiglio provinciale la richiesta di fare chiarezza sulle condizioni di lavoro nei cantieri e sulle misure adottate per proteggere chi opera all’aperto. La consigliera provinciale del Pd Francesca Parolari ha presentato un’interrogazione alla Giunta per conoscere il numero delle imprese che hanno sospeso le attività nelle ore più calde e quello dei controlli effettuati dagli organi di vigilanza.
Negli ultimi giorni diversi Comuni, tra cui Trento e Arco, hanno consentito di anticipare alle 6.30 l’avvio dei lavori edili e stradali, con l’obiettivo di ridurre l’esposizione dei lavoratori nelle ore pomeridiane. Secondo Parolari, però, le deroghe agli orari non sarebbero sufficienti senza regole omogenee valide sull’intero territorio provinciale.
L’interrogazione chiede innanzitutto quante imprese trentine dei settori edile e stradale e delle altre lavorazioni all’aperto abbiano sospeso le attività nelle ore più calde oppure abbiano fatto ricorso alla cassa integrazione per eventi meteorologici eccezionali. Un altro punto riguarda le verifiche svolte da Uopsal, Asuit e Servizio Lavoro sulla gestione del rischio legato alle alte temperature.
La consigliera chiede inoltre alla Provincia di indicare gli esiti delle ispezioni, specificando quante sanzioni o prescrizioni siano state adottate per un’insufficiente valutazione del rischio da calore nei luoghi di lavoro.
Infine viene sollecitata l’apertura di un confronto con parti sociali e associazioni datoriali per arrivare a misure vincolanti a livello provinciale, compresa la possibilità di fermare le lavorazioni oltre determinate temperature. L’obiettivo indicato nell’interrogazione è superare l'attuale frammentazione delle ordinanze comunali e definire regole uniformi per la tutela dei lavoratori.





