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TRENTO. Nessuno dei tre senatori eletti in Trentino ha votato martedì scorso - ma per motivi diversi - a favore del disegno di legge approvato dal centrodestra in Senato (ora passa alla Camera), che a livello nazionale amplia gli spazi di azione per i cacciatori e anche le specie cacciabili e che è aspramente criticato dalle associazioni ambientaliste e animaliste.
La senatrice ladina della Lega, Elena Testor, in realtà, dichiara di essere favorevole al provvedimento, ma proprio nel giorno della votazione finale si trovava a Milano per la cerimonia di giuramento della figlia come avvocato e non è riuscita a rientrare in tempo. Ma Testor precisa: «Tre quarti del provvedimento, che è stato votato la settimana scorsa, l'ho votato e chiaramente mi sarei espressa a favore anche nella votazione finale».
Pietro Patton, senatore del Gruppo per le autonomie, invece, si è astenuto, dopo aver votato a favore di tutti gli emendamenti presentati dalle opposizioni che sono stati però respinti. «Mi sono allineato - spiega Patton - alle indicazioni della presidente del gruppo, Julia Unterberger che era per l'astensione e di cui ho condiviso alcune cose che ha detto. In ogni caso la norma provinciale in materia è più rigida di quella nazionale anche dopo le modifiche.
L'unico aspetto positivo è che migliora la procedura per il prelievo del lupo». Unterberger aveva presentato un emendamento, poi bocciato, per vietare la pratica da lei definita «barbarica» della caccia agli uccelli con i richiami vivi.
Nettamente contraria non solo a questo disegno di legge ma alla caccia in sè è la senatrice Michaela Biancofiore, presidente del gruppo Noi Moderati, che per questo non ha partecipato alla votazione esprimendo così il suo dissenso pur facendo parte della maggioranza di centrodestra.
«Per me - dichiara Biancofiore - è un problema di coscienza. La caccia va abolita. Punto. Il problema non è questo provvedimento proposto dal Governo, che spero che non passi alla Camera, ma è che la caccia nel 2026 non dovrebbe più esistere. Non è possibile che si possa ammazzare per sport o diletto un altro essere vivente, visto che oggi non si spara più per nutrirsi. Per non parlare dei tanti incidenti di caccia che ci sono. Per non parlare di signore che ha ammazzato la moglie e il figlio a Camaiore ha usato un fucile da caccia. Penso che chi spara negli occhi a un cerbiatto sia in grado di sparare a ogni essere vivente. Capisco - aggiunge Biancofiore - che in territori come il nostro la caccia è una tradizione, ma la società si è evoluta. Vanno deposti i fucili, se no poi non lamentiamoci se è violenta. Consentire la caccia vuol dire permettere una violenza, una sopraffazione dell'essere umano su altri animali».
Il disegno di legge, anche qualora venisse approvato, non avrà effetti immediati in Trentino. Lo spiega Roberto Failoni, assessore provinciale al turismo con competenza anche sulla fauna selvatica: «Al momento siamo spettatori di questo Ddl - che personalmente vedo comunque positivamente - in quanto abbiamo competenza primaria in materia di caccia per lo Statuto, a cui si è aggiunta la recente legge costituzionale che ci ha assegnato competenza in materia di ambiente. In ogni caso se ci saranno dei miglioramenti nella normativa venatoria, se di nostro interesse, porteremo avanti, in piena autonomia, analoghe modifiche anche sulla nostra normativa provinciale».


