PHOTO
TRENTO. Le diagnosi di tumore sono in aumento negli anni, ma non ovunque la crescita è uguale. Ci sono territori dove, pur non avendo registrato un aumento del numero di residenti, presentano percentuali di incidenza maggiori soprattutto per alcuni tipi di patologie.
Il consigliere di Onda Filippo Degasperi, nel rendere pubblici alcuni dati del Registro tumori, chiede di avviare una campagna di monitoraggio e studio per individuare l'eventuale esistenza di motivazioni specifiche soprattutto per le comunità che hanno fatto segnare incrementi a doppia cifra. Un monitoraggio che effettui un'attenta valutazione delle fonti inquinanti e delle iniziative messe in campo per mitigarne gli effetti.Il confronto si basa sui dati del quadriennio 1999 - 2002 messi a confronto con quelli del 2018 - 2021 (ultimi disponibili e validati).
Nel primo periodo i nuovi casi erano stati 12.459, nel secondo 13.493, ma con differenze evidenti da una zona all'altra.Ma quali sono le realtà che hanno fatto registrare gli aumenti maggiori?A preoccupare sono soprattutto i dati di Valsugana e Tesino (+18,31%) e Primiero (+10,84%). «In entrambe le comunità i maggiori nuovi casi non sono legati ad un ipotetico aumento della popolazione visto che tra il 2017 e il 2021 i residenti sono diminuiti», fa presente il consigliere Degasperi che spiega che le neoplasie che segnano importanti incrementi in entrambe le comunità sono quelle che colpiscono vescica e genitali mentre il tumore al pancreas raddoppia in Valsugana Tesino (passando da 19 a 38 casi in quattro anni) e quello alla mammella cresce sensibilmente in Primiero.
Altre comunità di valle che hanno fatto registrare un aumento sono Val dei Laghi (+7,60%), Val di Non (+7%), Altipiani Cimbri (+6,06%), Vallagarina (+5,82%), Cembra (+4,83%), Alto Garda (+2,38%). Solo quattro le comunità di valle che hanno invece presentato dati in calo, ovvero Paganella (-9,09%), Val di Fiemme (-5,78%), Val di Sole (-3,85%) e Rotaliana (-3,37%).In sostanziale stabilità, infine, Val d'Adige (+0,22%) e Giudicarie (-0,8%)Per il consigliere Filippo Degasperi l'aumento generale delle diagnosi può essere legato ad un aumento dell'adesione agli screening ma questo non giustificherebbe differenze di incidenza così elevate da una zona all'altra, con gli aumenti a due cifre in alcune realtà.
«Per questo - dice - chiedo che vengano effettuati degli approfondimenti sulle possibili cause».Da parte sua l'assessore alla salute Mario Tonina ha assicurato di aver già chiesto chiarimenti e un approfondimento su questi dati ad Asuit .In base agli ultimi dati disponibili di Ispat nel 2022 i morti per tumore in Provincia erano stati 1.433. Il numero maggiore di vittima lo aveva fatto il tumore a polmoni e trachea (245, seguito da quello al colon (127).
LA RISPOSTA DELLA PROVINCIA
"In merito alle notizie diffuse in questi giorni su un presunto aumento anomalo dei tumori in alcune aree del Trentino, è importante riportare il tema su basi scientifiche solide, evitando letture parziali dei dati. I dati del Registro Tumori della Provincia autonoma di Trento, aggiornati al 2021, non evidenziano situazioni di allarme né criticità territoriali. L’analisi del periodo 2007–2021 mostra infatti un quadro complessivamente stabile, con segnali di diminuzione dell’incidenza in particolare nella popolazione maschile. L’aumento del numero assoluto di diagnosi registrato negli ultimi anni è un fenomeno noto, spiegato principalmente da fattori strutturali come l’invecchiamento della popolazione, la sua crescita e il miglioramento delle capacità diagnostiche, anche grazie alla maggiore diffusione degli screening. Questo significa che oggi si individuano più tumori perché si cercano meglio e prima, non perché il rischio individuale sia in aumento. I dati, nel complesso, ci indicano una situazione sotto controllo e confermano l’importanza di continuare a investire nella prevenzione, nella promozione di stili di vita sani e nella partecipazione agli screening, soprattutto in un contesto di progressivo invecchiamento della popolazione".
E' questo il commento dell'assessore alla salute e politiche sociali, Mario Tonina, in merito alle notizie diffuse sulla stampa locale. L’analisi epidemiologica dei tumori richiede particolare attenzione nella lettura dei numeri. Per questo motivo, nella valutazione dell’andamento dei tumori non si utilizzano i numeri assoluti, ma indicatori più appropriati, come i tassi di incidenza standardizzati per età, che consentono confronti corretti tra territori e periodi diversi. Proprio tali indicatori mostrano, nel periodo 2007–2021, una riduzione della probabilità di ammalarsi di tumore, in particolare nella popolazione maschile, e un andamento sostanzialmente stabile nelle donne. Anche il confronto tra le diverse aree del territorio provinciale, comprese la Valsugana-Tesino e il Primiero, non evidenzia differenze statisticamente significative né segnali che indichino la presenza di criticità specifiche rispetto al dato provinciale. Il sistema sanitario provinciale dispone di un Registro Tumori strutturato e validato, che opera secondo protocolli condivisi a livello nazionale e internazionale e garantisce la qualità, completezza e continuità della rilevazione dei dati.
Questo consente un monitoraggio costante e affidabile dell’andamento epidemiologico nel tempo. In questo contesto, è importante ribadire che la tutela della salute si fonda su un approccio basato sull’evidenza scientifica, evitando semplificazioni che possono generare preoccupazioni non giustificate nella popolazione. Per entrare nel dettaglio dei dati, nel periodo 2007–2021, in Trentino si osserva un aumento del numero di diagnosi di tumore, un andamento atteso e coerente con l’evoluzione demografica e sanitaria della popolazione. Si passa infatti da circa 2.930 nuovi casi medi annui nel triennio 2007–2009 a circa 3.460 nel triennio 2019–2021, con un incremento medio dell’1,19% all’anno. Nello stesso periodo, la popolazione residente è cresciuta da 513.357 a 540.958 persone. Se si rapportano i casi alla popolazione, l’aumento risulta contenuto ed è pari a una crescita media dello 0,82% annuo. Questi dati vanno poi letti alla luce di un elemento fondamentale: il progressivo invecchiamento della popolazione. La quota di residenti con più di 65 anni è infatti aumentata dal 19,2% nel 2007 al 22,9% nel 2021.
Poiché l’età rappresenta uno dei fattori di rischio per i tumori, questo cambiamento contribuisce in modo significativo all’aumento dei casi osservati. Per questo motivo, le analisi epidemiologiche utilizzano indicatori standardizzati per età, che consentono confronti corretti nel tempo e tra territori, offrendo una lettura più accurata dell’andamento reale del fenomeno. Resta comunque fondamentale mantenere alta l’attenzione sui fattori di rischio noti, come il fumo, gli stili di vita e le esposizioni ambientali, e promuovere la partecipazione ai programmi di prevenzione e screening, che rappresentano gli strumenti più efficaci per ridurre l’incidenza e la mortalità delle principali patologie oncologiche. Il sistema sanitario provinciale continuerà a garantire un monitoraggio attento e trasparente dei dati, assicurando, laddove necessario, gli opportuni approfondimenti, sempre nel rispetto di un approccio scientifico rigoroso e condiviso.


