NAPOLI. I legali della famiglia del piccolo Domenico Caliendo chiedono un risarcimento di 3 milioni di euro all’ospedale Monaldi, dove il bambino è morto dopo un trapianto di cuore eseguito il 23 dicembre. La richiesta è stata formalizzata il 9 marzo dall’avvocato Francesco Petruzzi, il giorno successivo ai funerali, attraverso un’istanza stragiudiziale definita non negoziabile. Nella lettera si evidenzia la volontà di evitare alla famiglia “l’ulteriore devastazione psicologica di un giudizio civile”. L’azienda sanitaria ha riferito di aver avviato nello stesso giorno le valutazioni legali sulla richiesta ricevuta.


Secondo il legale della famiglia, però, non sarebbe arrivata alcuna risposta neppure alla proposta di incontro inviata il 24 marzo. “Noi abbiamo cercato il dialogo, l’azienda non ha risposto”, la posizione espressa dai rappresentanti dei familiari.


Di diverso avviso la direttrice generale Anna Iervolino, che richiama il rispetto delle procedure amministrative. “Una pubblica amministrazione non può agire sotto pressioni mediatiche senza il rispetto delle procedure”, ha dichiarato, aggiungendo che le verifiche sono state avviate anche in merito alla richiesta di confronto.