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TRENTO. Il bel tempo tiene sul Trentino anche oggi e domani, con condizioni generalmente stabili e senza particolari insidie sul fronte meteorologico. La svolta è attesa mercoledì 16 settembre, quando una nuova perturbazione dovrebbe riportare le precipitazioni sulla provincia tra il pomeriggio e la serata.
La fase di maltempo, però, resta ancora da definire nei dettagli per giovedì 17 e venerdì 18 settembre, quando saranno necessari nuovi aggiornamenti per delineare con maggiore precisione quantità e distribuzione delle precipitazioni. Le indicazioni attuali fanno invece pensare a un fine settimana, quello del 19 e 20 settembre, nuovamente all'insegna del bel tempo, con condizioni asciutte che potrebbero proseguire almeno fino a martedì 22.
A preoccupare, però, non è soltanto l'evoluzione meteorologica. In alta quota si sta infatti manifestando uno degli effetti più delicati dell'estate eccezionalmente calda. Le temperature elevate hanno favorito la fusione di ampi strati di permafrost, indebolendo progressivamente la roccia in alcune aree di montagna. Un processo che può manifestarsi anche con un certo ritardo: l'onda termica raggiunge infatti a fine estate gli strati più profondi della roccia.
A questo si sono aggiunte le abbondanti precipitazioni dei giorni scorsi, arrivate anche alle quote più elevate, creando condizioni favorevoli a nuovi distacchi. E così nelle ultime ore si sono registrati diversi crolli sulle pareti alpine.
Particolarmente significativa la situazione osservata in zona Solda, dove i crolli sono proseguiti per tutta la giornata e stanno continuando. Un fenomeno che invita alla massima cautela per chi frequenta l'alta montagna: in questi giorni è consigliabile prestare particolare attenzione in prossimità di pareti rocciose e versanti esposti, anche quando le condizioni del cielo appaiono buone.
Il caldo dell'estate appena trascorsa lascia intanto tracce evidenti anche sul mondo naturale. Secondo i dati e le analisi segnalate da Giacomo Poletti, l'anticipo fenologico delle specie naturali è ormai nell'ordine delle due/tre settimane rispetto al passato. Un anticipo significativo, che trova un riscontro analogo anche nel settore vitivinicolo, dove i tempi delle diverse fasi di sviluppo delle piante risultano sempre più anticipati.
È un ulteriore elemento che racconta gli effetti di una stagione estiva particolarmente calda e che, oltre alla dimensione meteorologica, coinvolge direttamente la stabilità degli ambienti alpini e i cicli naturali della vegetazione.


