TRENTO. Nuova girandola di dirigenti nella sanità trentina. Una (mezza) rivoluzione, nel senso che da ieri è cambiata la metà del Consiglio di direzione dell'Azienda sanitaria: non ci saranno più il direttore sanitario Giuliano Mariotti e la direttrice amministrativa Sara Girardi, sostituiti rispettivamente da Denise Signorelli (veronese, new entry assoluta nella sanità trentina) e Rosa Magnoni (un ritorno, visto che aveva già ricoperto lo stesso ruolo tra il 2017 e il 2020, con Paolo Bordon direttore generale).

La possibilità di qualche cambiamento era nell'aria e ieri a dare l'ufficialità è stato il direttore generale Antonio Ferro, rimasto al proprio posto al pari della direttrice per l'integrazione socio sanitaria Elena Bravi. La stabilità, nella dirigenza della sanità trentina, continua quindi a essere difficile.

Basti pensare che da dicembre 2020 sono cambiati ben 4 consigli di direzione, così come, negli stessi anni, sono stati ben tre i direttori del Dipartimento salute (da Giancarlo Ruscitti ad Antonio D'Urso arrivando ora ad Andrea Ziglio).

La costante resta Antonio Ferro: a dicembre 2020 entrò per la prima volta in consiglio come direttore sanitario (con Pier Paolo Benetollo direttore generale dopo le dimissioni di Paolo Bordon, Enrico Nava direttore all'integrazione e Andrea Maria Anselmo direttore amministrativo). Poi, sette mesi dopo, il salto di Ferro a direttore generale facente funzioni, in seguito all'addio improvviso di Benetollo. Con lui confermato Anselmo e ingresso di Giuliano Brunori come direttore sanitario e Gino Gobber come direttore per l'integrazione.

Meno di un anno più tardi, a maggio 2022, ecco una nuova squadra al comando: Ferro dg e l'ingresso di Mariotti, Girardi e Bravi. Ieri, dopo 3 anni di lavoro, la novità. «Ora ci sono tre donne - ha detto Ferro - e questo dimostra quanto abbiamo a cuore la parità di genere. Ricordiamo che questa direzione è nata sulle ceneri della vicenda Tateo e da allora vado ripetendo un mantra: attenzione ai rapporti umani e la differenza la fanno sempre le persone. Da parte mia voglio continuare a garantire lealtà e senso di appartenenza: è un onore essere alla guida della sanità trentina». Entrando nella metafora sportiva, proviamo a capire dal direttore i perché della decisione: come mai cambiare metà squadra alla vigilia di partite importanti e decisive (passaggio ad Asuit, nuovo ospedale, carenza di personale, nascita delle Case di Comunità, invecchiamento della popolazione)?

E a decidere è stato l'allenatore (appunto Ferro), il presidente della squadra (la parte politica, Tonina e/o Fugatti) o il "direttore sportivo (il neo incaricato Ziglio)? «È stata una decisione presa in accordo con l'assessorato e con la Provincia, in particolare il direttore generale De Col. L'ex direttore Mariotti andrà a ricoprire un ruolo delicato e fondamentale, visto che sulle liste d'attesa istituiamo il Servizio di governo della domanda, in capo al Dipartimento di governance che affidiamo proprio a lui. Su richiesta del presidente di Trentino Digitale, Girardi andrà a dirigere la direzione amministrativa della partecipata, con la quale Asuit rafforzerà le collaborazioni su un settore strategico come la sanità digitale». Insomma, i due professionisti non sono stati messi "fuori rosa" per attriti o scarso rendimento in campo. Anzi, da Tonina a Ferro passando per Ziglio, tutti li hanno ringraziati e "incensati" per doti umane, impegno e professionalità. Al tempo stesso, parlando dei due nuovi «acquisti» (descritti come veri top player in grado di fare la differenza, per concludere la metafora sportiva), si è citata la necessità di un cambio di marcia, di sfide da vincere, di problemi irrisolti. Di squadra da rinforzare: insomma, forse si cambia anche per migliorare.

Duro e trasparente l'assessore Tonina: «Sulle file al Pronto soccorso finora non abbiamo risolto nulla. Ci abbiamo provato ma i risultati sono evidentemente scarsi. Meglio siamo andati sulle liste d'attesa, mentre serve che il servizio Cup migliori: non è colpa nostra, ma qualcuno deve prendersi le responsabilità perché i problemi ci sono». Sul Pronto soccorso è intervenuto anche Ferro: «Dobbiamo essere più innovativi. Penso al nuovo Sio (il nuovo Sistema Informativo Ospedaliero): io dico di puntare su un sistema di accettazione in Ps grazie al quale medici e infermieri non debbano scrivere nulla sul computer ma, mentre parlano, la cartella si compila da sola. E questa non è fantascienza, si può fare».