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TRENTO. La crisi della zootecnia trentina torna in Consiglio provinciale grazie ad un’interrogazione della consigliera Paola Demagri, che chiede alla Giunta quali strategie intenda adottare per rafforzare il ruolo della Fondazione Edmund Mach a sostegno degli allevatori.
Secondo l’esponente del movimento Casa Autonomia.eu, il comparto zootecnico sta attraversando una fase delicata, segnata dalla chiusura di diverse aziende, dalla difficoltà nel garantire il ricambio generazionale e dall’aumento dei costi di produzione. A pesare, evidenzia Demagri, è anche la mancanza di una strategia provinciale chiara capace di sostenere il settore in un momento di forte incertezza, aggravata di recente anche dalla discussione sul prezzo del latte.
Nell’interrogazione si sottolinea come la zootecnia rappresenti un elemento centrale per il territorio: oltre a gestire gran parte della superficie agricola utilizzata, contribuisce al presidio delle aree montane, alla manutenzione del paesaggio e alla sicurezza idrogeologica.
Per questo motivo, secondo la consigliera, il collegamento con la Fondazione Edmund Mach di San Michele all’Adige dovrebbe essere rafforzato, valorizzando le competenze di docenti, ricercatori e tecnici che operano nell’ente.
Demagri chiede quindi alla Provincia quali indirizzi strategici intenda adottare per potenziare il ruolo della FEM nella formazione, nella ricerca applicata e nell’assistenza tecnica al settore zootecnico. Tra i temi sollevati anche l’eventuale creazione di nuove strutture o strumenti – come una stalla didattica o un centro zootecnico – e un maggiore coinvolgimento degli allevatori nella definizione delle politiche agricole e delle priorità di ricerca.


