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TRENTO. Contrastare la diffusione degli scopazzi del melo è l’obiettivo della nuova campagna informativa promossa dalla Provincia attraverso il Servizio Fitosanitario, in collaborazione con la Fondazione Edmund Mach e i principali portatori di interesse del settore. L’iniziativa accompagna l’entrata in vigore del nuovo Piano di azione provinciale per il contenimento dell’agente causale della fitopatia, il Candidatus Phytoplasma mali, e punta a rafforzare conoscenza e consapevolezza sulla gravità della malattia.
“Contrastare gli scopazzi del melo – osserva l’assessore all’agricoltura Giulia Zanotelli – è una sfida che richiede l’impegno di tutti, dai produttori ai cittadini che coltivano anche poche piante. La prevenzione resta decisiva: controlli regolari, informazione e collaborazione sono gli strumenti più efficaci”.
Il Piano provinciale rafforza la sorveglianza sul territorio e mira a migliorare la rapidità degli interventi, rendendo più incisiva la collaborazione tra istituzioni, produttori e cittadini. Ogni proprietario di piante di melo, anche chi ne possiede solo pochi esemplari in giardino, è chiamato ad adottare comportamenti responsabili.
L’utilizzo di materiale vivaistico certificato, i trattamenti contro gli insetti vettori indicati dalla Fondazione Edmund Mach e la rimozione tempestiva delle piante infette rappresentano le azioni fondamentali per contenere la fitopatia. La diffusione del Candidatus Phytoplasma mali avviene soprattutto attraverso insetti vettori, ma anche tramite contatti radicali e materiale vivaistico infetto. La presenza della malattia riduce drasticamente quantità e qualità della produzione e, non esistendo trattamenti curativi, la prevenzione resta l’unica strategia efficace.
La campagna informativa comprende opuscoli, locandine e materiali digitali dedicati alla promozione di comportamenti corretti e al rispetto delle misure obbligatorie. Ogni anno il Servizio Fitosanitario provinciale effettua controlli a campione sulle superfici in cui sono presenti piante di melo, verificando l’applicazione delle prescrizioni. In caso di inadempienze sono previste sanzioni, blocco dei contributi agricoli e, nei casi più gravi, l’estirpo coattivo delle piante infette.
Qualora il proprietario non possa provvedere autonomamente alla rimozione delle piante, è possibile individuare un operatore contattando APOT (telefono 0461/824001 – email info@apot.it). Le segnalazioni di possibili focolai possono essere inviate ai sindacati agricoli, alle cooperative frutticole o direttamente al Servizio Fitosanitario provinciale (telefono 0461.495660 – pec: serv.agricoltura@pec.provincia.tn.it).


