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TRENTO. Una crisi agricola che rischia di essere peggiore di quella provocata dalla pandemia, tra rincari energetici, tensioni internazionali e costi di produzione sempre più elevati. È l’allarme lanciato da Coldiretti Trentino Alto Adige, che chiede all’Unione europea un nuovo Pnrr straordinario per l’agricoltura, con risorse aggiuntive rispetto alla Politica agricola comune. La proposta è stata presentata durante la giornata conclusiva del Forum internazionale dell’agricoltura e dell’alimentazione, organizzato con la collaborazione di The European House – Ambrosetti.
«L’agricoltura sta affrontando una crisi che rischia di essere persino più grave di quella vissuta durante la pandemia», afferma Gianluca Barbacovi, presidente di Coldiretti Trentino Alto Adige. A pesare sono soprattutto guerre, instabilità geopolitica e aumento dei prezzi dell’energia. Secondo i dati diffusi dall’associazione, il gasolio agricolo è praticamente raddoppiato dall’inizio della guerra in Iran, raggiungendo a settembre 2026 una media di 1,561 euro, superiore al precedente record del giugno 2022. Per arare un campo di 11 ettari, un agricoltore deve spendere circa 600 euro in più rispetto a febbraio.
A crescere sono anche i prezzi dei fertilizzanti, arrivati a superare gli 800 euro a tonnellata, e dei materiali utilizzati nelle aziende agricole. A questi rincari si aggiungono gli effetti degli eventi climatici estremi, che secondo Coldiretti hanno provocato in Italia danni superiori a tre miliardi di euro. Un’elaborazione del Centro Studi Divulga avverte inoltre che, se gli aumenti dei costi osservati nella prima metà del 2026 dovessero persistere, la mancata produzione mondiale di cereali potrebbe equivalere a oltre 230 miliardi di pasti, con conseguenze soprattutto per i Paesi più poveri.
Barbacovi sollecita quindi un intervento europeo paragonabile a quello adottato durante la pandemia, criticando le politiche della Commissione guidata da Ursula von der Leyen, che a suo giudizio non attribuiscono sufficiente importanza alla sicurezza alimentare. Sulla stessa linea il presidente nazionale di Coldiretti Ettore Prandini, contrario a qualsiasi riduzione dei finanziamenti agricoli europei, e il segretario generale Vincenzo Gesmundo, che chiede un’Europa più attenta alla produzione alimentare e meno dipendente dalle importazioni. L’obiettivo indicato dall’associazione è difendere il reddito degli agricoltori e garantire la disponibilità di cibo sicuro per i cittadini.


