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TRENTO. I numeri delle aggressioni al personale sanitario riportano al centro un’emergenza che, secondo la Cisl Fp Trentino, non può più essere rinviata. Nell’ultimo anno sono stati registrati 250 episodi, con un aumento del 40% rispetto al 2023, mentre il Trentino-Alto Adige risulta la realtà con la più alta incidenza di casi denunciati in rapporto al personale.
Il punto più critico resta il pronto soccorso, dove si toccano 9,3 episodi ogni mille operatori. Tra le categorie più esposte figurano gli infermieri, con 277 casi segnalati, e gli operatori socio-sanitari, con 66 episodi. Dati che, per il sindacato, confermano la necessità di interventi immediati e strutturali a tutela di chi lavora ogni giorno nei reparti più delicati.
Il segretario generale Giuseppe Pallanch e il segretario sanità Sandro Pilotti contestano l’impostazione seguita finora dall’azienda sanitaria. Secondo la Cisl Fp, strumenti come intelligenza artificiale e braccialetti non bastano se entrano in gioco solo dopo l’aggressione. Il richiamo è al dovere del datore di lavoro di prevenire i rischi e di garantire condizioni di sicurezza prima che il danno si verifichi.
Per questo il sindacato guarda con favore all’ipotesi annunciata dal questore Nicola Zupo di attivare un presidio di polizia h24 all’ospedale Santa Chiara, anche grazie al previsto arrivo di nuovi agenti e vice ispettori. La Cisl Fp chiede che questa prospettiva si traduca presto in una presenza stabile nei reparti sensibili e conferma la prosecuzione dello stato di agitazione, ribadendo che la sicurezza degli operatori non può essere considerata un tema secondario o rinviabile.


