TRENTO. Con 20 'sì', il Consiglio provinciale ha approvato il disegno di legge 60/XVII sulle aggressioni al personale pubblico proposto da Daniele Biada di Fratelli d'Italia. Tredici consiglieri di opposizione non hanno partecipato al voto. Nelle intenzioni dell'esponente di Fdi, la norma è necessaria per fronteggiare la "crescente frequenza statistica delle aggressioni a professionisti impegnati in servizi pubblici, con una attivazione della Provincia che significa anzitutto solidarietà. Biada censura nel suo testo "il clima di lassismo che si è venuto a creare negli ultimi anni, di forte mancanza di rispetto nei confronti dello Stato, della Provincia e dei loro rappresentanti".

Con Andrea de Bertolini, il Partito democratico ha commentato che la proposta di legge presenta gravi criticità, anche dopo che si è modificato e cancellato il passaggio che addirittura prevedeva un'obbligatorietà della costituzione di parte civile da parte Pat. Secondo de Bertolini, di professione avvocato, "il Ddl Biada è inutile, ridondante e anche inefficace nell'ottica di lanciare segnali di solidarietà o di creare dissuasione e deterrenza (posto poi che gli autori di questi reati appartengono quasi sempre a situazioni di marginalità, di dipendenza, di patologie psichiatriche)".