Hanno votato in 35.000, pari al 39,08% degli aventi diritto. Troppo pochi per convalidare il referendum. Il quorum del 50% è rimasto lontano, eppure il voto di ieri è destinato a pesare. Innanzitutto perché quattro elettori su cinque ha detto no allo sviluppo dell'aeroporto Caproni, una voce che non potrà essere trascurata al momento della scelta.


Difficile a caldo dire chi esce vincitore e chi sconfitto da questa prova referendaria. La percentuale dei votanti è certamente bassa ma è anche vero che una serie di fattori non ha certo contribuito a spingere la gente ad andare a votare. Il fatto innanzitutto che il referendum sia solamente consultivo, quindi in grado solo di dare un'indicazione politica senza incidere direttamente, ha tenuto lontani molti cittadini dalle urne. Tanto più dopo che si è scoperto che con una leggina approvata in extremis la Provincia ha ulteriormente assottigliato le già marginali competenze del Comune in materia.


Ma anche una serie di questioni logistiche ha finito per avere il suo peso. Contraddicendo abitudini consolidate i cittadini sono stati chiamati a votare in sedi diverse dalle solite e le urne sono state chiuse alle 20, in anticipo di due ore rispetto all'orario normale. Novità di cui non tutti erano a conoscenza. Inoltre i due giorni di blackout mediatico, senza giornali e telegiornali, ha sicuramente avuto una sua influenza ed ha contribuito a raffreddare il clima proprio alla vigilia del voto.


In queste condizioni promotori e sostenitori del no considerano anche il dato dell'affluenza un successo e una chiara indicazione politica rivolta alla giunta provinciale. I favorevoli all'ampliamento sottolineano invece come le maggiori percentuali di affluenza si siano concentrate nella zona sud della città e nelle circoscrizioni maggiormente toccate dal progetto. Ciò significa che hanno votato soprattutto i cittadini che avevano un interesse diretto a dire no. Un voto più di opportunità che di opinione.


Lo conferma l'analisi del voto nelle dodici circoscrizioni. Solo in tre hanno superato il quorum. Il record si è registrato a Mattarello con il 61,24% di votanti. A Ravina-Romagnano il 52,32% degli iscritti alle liste è andato al seggio. A sorpresa anche Sardagna è arrivata a quota 55,68% e, nel suo piccolo, ha fatto registrare un record con il 91% di no, il massimo raggiunto in città. Più freddo l'atteggiamento degli elettori dell'Oltrefersina, altra circoscrizione pesantemente coinvolta, dove hanno votato il 43,79% degli aventi diritto. Le due circoscrizioni nord della città hanno disertato le urne in maniera massiccia; a Gardolo ha votato il 35,02%, a Meano il 32,34%, record negativo.


Ora è il momento della politica, che dovrà prendere una decisione. In giunta provinciale come noto il partito dell'ampliamento è maggioritario e sono apertamente contrari solo i Ds e i Verdi. L'impressione è che anche il Caproni finirà sul piatto della bilancia, assieme alla Val Jumela, al collegamento Pinzolo-Campiglio e a tutto ciò che riguarda la grande questione dello sviluppo sostenibile.