TRENTO. Si è spento all'età di 85 anni, Vincenzo Abbasciano, storico fondatore dell'omonimo caseificio. Un nome che è riuscito a diventare un marchio, affermandosi sul territorio a partire dagli anni Cinquanta grazie allo sforzo di una famiglia che dalla Puglia ha cercato fortuna in un Trentino ancora estremamente inospitale e sospettoso nei confronti dei meridionali. Ancora di più forse, per chi stava tentando di immettere sul mercato prodotti come la mozzarella e la burrata, al tempo non particolarmente diffusi al Nord.

Vincenzo, classe 1940, partito da Andria di Bari soltanto con una valigia per seguire suo padre Giuseppe, è venuto a mancare il primo aprile, circondato dall'amore e dall'affetto dei suoi famigliari. Persona «generosa», come descritto dal figlio Giuseppe - che insieme ai fratelli del padre, Nicola e Salvatore ha preso in mano l'azienda - Abbasciano non ha mai perso la sua grande forza, anche durante il suo periodo di malattia. Tenace e «di buon cuore», il fondatore della storica attività è rimasto in azienda «finché ha potuto». Il ritiro dalle scene è avvenuto soltanto due anni fa. «Ci teneva tantissimo - prosegue il figlio Giuseppe - lui avrebbe continuato a venire qui tutti i giorni.

Essendo il fondatore, sentiva l'attività come una cosa sua, una sua creazione. Il lavoro per lui era tutto, oltre alla famiglia: ma tanti sono stati i sacrifici alle spalle». Ben voluto e «buono d'animo», ha sempre avuto «una particolare attenzione a chi aveva bisogno». «Noi siamo la terza generazione: nemmeno immaginiamo quello che hanno affrontato quelle prima». La sua storia, partita da lontano, ha accompagnato i cambiamenti di un'intera città, dal Dopoguerra in poi. È giugno del 1948 quando arriva nel capoluogo trentino solo con il padre: la madre e i fratelli minori li raggiungeranno soltanto a fine estate. Partiti nel 1957 con la produzione nella casa di abitazione in via Veneto lavorando 50 litri di latte alla settimana e dopo aver aperto nello stesso anno un microscopico laboratorio in piazza Garzetti (600 litri di latte per settimana), gli Abbasciano sono arrivati a lavorare gli attuali 500 quintali di latte al giorno. La grande intuizione fu quella delle mozzarelle che ancora non erano così conosciute a Trento, ma di più a Bolzano dove abitavano molte persone provenienti dal Sud Italia.

Vincenzo, neo patentato, partiva infatti dal capoluogo alle 4 di mattina per andare in Alto Adige a vendere i loro prodotti, lì dove era presente un po' di mercato. Inserendosi in questo settore, intrapresero la strada giusta, convinti anche la nascente pizza (a Trento) sarebbe stato un grande fenomeno gastronomico di massa. Nel 1963 arrivano i primi due dipendenti e l'attività si sposta in via Druso, vicino al ponte di San Giorgio. Nel 1968 viene creata una sede nuova di 500 metri quadrati a Gardolo, con 15 nuovi collaboratori.

La sede si sposta definitivamente in quella attuale, nello stabilimento di via Alto Adige. Abbasciano, però, era arrivato a far conoscere il suo nome oltre i confini nazionali, andando a insegnare come produrre ricotta e altri prodotti caseari in Venezuela, come consulente.Vincenzo, legato a Clara per oltre sessant'anni di matrimonio - lei venuta a mancare lo scorso anno - lascia i suoi figli Giuseppe e Antonio, oltre agli amati nipoti. Il funerale si terrà domani, sabato 4 aprile alle ore 10 nella chiesa parrocchiale di Villazzano.