Politica / Lo scontro

Vicenda vitalizi, non si placano le polemiche. I sindacati: “Unica strada opportuna è la rinuncia agli arretrati”

I segretari di Cgil, Cisl e Uil all’attacco: “Chi si dedica alla politica e assume incarichi pubblici deve essere adeguatamente retribuito. Nel termine adeguatamente, però, è implicito un senso di misura ed equità che in questo caso è stato chiaramente superato”

IL CASO Il nodo della restituzione dell'anticipo dei vecchi vitalizi

TRENTO. “Le somme che dovrà versare la Regione per l’attualizzazione dei vitalizi agli ex consiglieri che si apprestano a compiere sessant’anni, sono cifre fuori dalla realtà che offendono profondamente tutti i lavoratori e i pensionati. Il provvedimento varato ieri, 21 giugno, dal Consiglio regionale limita, ma non elimina il problema che sicuramente ha aspetti giuridici molto complessi”. Inizia così un documento diffuso nel pomeriggio dai segretari di Cgil, Cisl e Uil.

Prosegue così: ”Per questa ragione riteniamo che nel rispetto di tutti i cittadini sia opportuno che questi consiglieri e consigliere rinuncino o restituiscano alle casse pubbliche gli assegni stratosferici, anche perché tutti loro maturano anche il diritto al vitalizio, per un totale di circa 5mila euro al mese, somma più che sufficiente a ricompensarli per l’impegno speso per la collettività”.

E si conclude in questo modo: “I sindacati confederali hanno sempre sostenuto convintamente la necessità che chi si dedica alla politica e assume incarichi pubblici debba essere adeguatamente retribuito, perché solo così il percorso politico è aperto a tutti e si svolge in totale autonomia. Nel termine adeguatamente, però, è implicito un senso di misura ed equità che in questo caso è stato chiaramente superato”.

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