Lavoro / I dati

Infortuni sul lavoro, a luglio 650 in più rispetto a dodici mesi prima. I sindacati: "Servono più controlli"

Da inizio anno nove incidenti mortali. I settori in cui la sicurezza è maggiormente a rischio, stando ai dati, sono trasporto e magazzinaggio con un aumento del 42 per cento, da 188 casi a 328; le costruzioni con +18 per cento e il manifatturiero +17 per cento

TRENTO. Oltre 650 infortuni in più a luglio rispetto al 2021. Non si arresta il trend di crescita delle denunce di incidenti sul lavoro in Trentino. La conferma arriva dagli ultimi dati Inail disponibili. Tra gennaio e luglio si sono registrati in provincia 4.883 denunce di infortunio rispetto alle 4.226 dello stesso periodo dell’anno precedente. Gli incidenti mortali fino ad oggi sono stati purtroppo 9.

I settori in cui si verificano maggiori infortuni sono l’industria e il terziario, rispettivamente con 1.045 casi rispetto agli 899 del luglio 2021 e 899 casi rispetto ai 793 sempre rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. In lieve calo il dato nell’artigianato che passa da 401 casi a 381 e nell’agricoltura, da 350 a 306 infortuni denunciati.

Andando più nel dettaglio i settori in cui la sicurezza è maggiormente a rischio, stando ai dati, sono trasporto e magazzinaggio con un aumento del 42 per cento, da 188 casi a 328; le costruzioni con +18 per cento e il manifatturiero +17 per cento.

“Sono dati che confermano purtroppo un andamento riscontrato ormai da mesi e che impongono interventi seri e concreti sul piano della formazione, della prevenzione e soprattutto dei controlli – dicono Manuela Faggioni, Katia Negri e Alan Tancredi che seguono in provincia le politiche per la sicurezza sul lavoro per Cgil, Cisl Uil -. Servono azioni che incentivino le aziende ad investire in sicurezza facendo comprendere che la prevenzione e il rispetto delle normative non è un inutile adempimento burocratico o un costo. E serve rafforzare le strutture ispettive. Dalla Giunta attendiamo ancora azioni concrete su entrambi i fronti”.

Il timore dei sindacati è che in autunno, quando l’aumento dei costi per le aziende sarà ancora più forte e il carovita metterà alle strette moltissime famiglie di lavoratrici e lavoratori, ci si dimentichi dell’emergenza sicurezza sul lavoro.

“Non vorremmo che le imprese nel tentativo di ridurre i costi ridimensionassero l’attenzione sulla sicurezza. Lo stesso vale per i lavoratori: chi è in difficoltà accetta qualsiasi condizione. Tutto questo potrebbe innescare una spirale pericolosa su cui occorre vigilare da subito”, proseguono i sindacalisti. 

Infine il dato sulle malattie professionali: a luglio le denunce di malattie professionali sono calate, passando da 200 a 167 casi registrati.


 

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