Pandemia / Le regole

Green pass: nei casi sospetti, controlli degli esercenti anche sull'identità. L'Apss avvia un servizio online per chi ha problemi a ottenere il certificato

Nuova precisazione del governo, mentre l'Azienda sanitaria provinciale apre una pagina Web di assistenza per chi non riesce a scaricare il documento

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TRENTO. Parte fra qualche tensione e richieste di maggiore chiarezza normativa la stretta del Viminale con "massima attenzione alle attività di verifica e controllo" del green pass da parte delle forze dell'ordine, con verifiche a campione e in particolare nei luoghi turistici e della movida.

Gli esercenti delle attività sottoposte alla certificazione covid per l'accesso chiedono infatti che vengano dipanati i dubbi interpretativi, alimentati nelle ultime 48 ore anche da annunci di esponenti governativi e da prese di posizione del garante della privacy.

In particolare, i titolari di bar, ristoranti e altre attività sono preoccupati per le eventuali conseguenze nel caso qualche cliente superasse il controllo al'ingresso esibendo un green pass valido ma appartenente ad altri.

Qui scatta la questione della verifica dell'identità, che di là da ogni valutazione giuridica rappresesenterebbe un aggravio dei tempi: un conto è leggere in automatico un qr-code, altro dover verificare a mano ogni singolo documento personale, spiegano molti commercianti, ricordando che spesso molti locali registrano momenti di punta con gli arrivi concentrati in una ristretta fascia oraria.

Inizialmente, lunedì, dal Viminale su questo punto era arrivata una precisazione accolta con soddisfazione dagli esercenti: i locali evono verificare la validità del green pass ma non sono tenuti a certificare la corrispondenza con l'identità del possessore; anzi, forse nemmeno potrebbero.

Successivamente, ieri, è arrivata una circolare diffusa dal ministero dell'interno, secondo cui anche gli esercenti (ma sarà "discrezionale") potranno chiedere l'esibizione di un documento di identità oltre all'utilizzo della app che scannerizza il Qr Code del certificato.

L'invito delle autorità agli esercenti alla fine è di attivarsi per verificare i documenti di identità qualora dal controllo automatico emergessero difformità.
 

"Tale verifica si renderà comunque necessaria - scrive il Viminale - nei casi di abuso o elusione delle norme. Come ad esempio quando appaia manifesta l'incongruenza con i dati anagrafici contenuti nella certificazione". Inoltre "l'avventore è tenuto all'esibizione del documento di identità".

Resta fermo il punto secondo cui le multe, in caso non si accerti la corrispondenza tra il certificato e l'identità del possessore, "la sanzione risulterà applicabile nei confronti del solo avventore, laddove non siano riscontrabili palesi responsabilità anche a carico dell'esercente".

Frattanto, oggi sul sito dell'Azienda provinciale per i servizi sanitari è disponibile un webform per segnalare i vari problemi relativi al green pass che verranno presi in carico dagli uffici di Apss.

Si tratta - spiega una nota - per lo più di criticità legate alla trasmissione dei dati a livello centrale: c'è chi ha fatto il vaccino in regioni diverse o all'estero, chi ha fatto una sola dose perché ha già contratto il covid-19 e chi ha un certificato vaccinale di Apss corretto ma non la corrispondente certificazione verde Covid-19 emessa dal Ministero della salute.

Possono effettuare la segnalazione i residenti in Trentino e i non residenti che hanno ricevuto qui almeno una dose vaccinale, hanno effettuato qui un test antigenico o molecolare o hanno ottenuto qui un certificato di guarigione.

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