Pandemia / La crisi

Si accelera sulle riaperture, verso l'ok ai ristoranti anche la sera. Failoni: il Trentino è già pronto

Oggi confronto fra Regioni e governo per avviare un percorso nei prossimi giorni. Ipotesi ripristino zone gialle, coprifuoco spostato a mezzanotte, via libera dal 1° maggio ai viaggi interregionali, pranzi e cene in spazi esterni. Piano progressivo per il ritorno di molte attività, come cinema, teatri, musei, palestre, piscine, spettacoli dal vivo con nuovi protocolli

PROVINCIA Sono possibili le riaperture complete per bar e ristoranti all'esterno

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TRENTO. Aumentano le pressioni sul governo per accelerare le riaperture di attività chiuse o sospese a causa delel misure anti-covid.

Gli enti locali spingono per riaprire progressivamente le attività nei prossimi due mesi cominciando però già nei prossimi giorni: stamani le linee guida verranno discusse nella Conferenza delle regioni, poi nell'incontro col governo in programma nel pomeriggio.

La Federazione degli esercenti propone di riaprire i ristoranti a pranzo e a cena, con distanziamento, privilegiando l'uso di spazi esterni e rafforzando il protocollo di prevenzione.

Si fa strada anche l'ipotesi di spostare il coprifuoco dalle 22 alla mezzanotte.

In Trentino l'altroieri era stato l'assessore al turismo, Roberto Failoni, a lanciare uno schema per il via libera nei prossimi giorni ai ristoranti, anche la sera, grazie all'uso degli spazi esterni.

Una novità di cui ieri ha parlato anche il leader della Lega, Matteo Salvini, che da settimane spinge per un nuovo approccio sul tema divieti e chiusure: "Stamattina - ha scritto su Fb - ho sentito l'assessore al turismo della provincia di Trento, entro la settimana apriranno i ristoranti all'aperto, con il sostegno delle loro autorità sanitarie. Un conto è la prudenza e un conto è il buon senso".

I temi sul tappeto riguardano ovviamente anche altri settori, dalle palestre alle piscine, e più in generale il venire meno di vari divieti via via disposti dai governi, talvolta con misure temporanee poi reiterate per vari mesi, che hanno contribuito a paralizzare uno scenario di forte sofferenza economica e sociale.

Si discuterà, dunque, di ripristino delle zone gialle, che il governo aveva deciso di sospendere per Pasqua e prolungando poi la disposizione per tutto aprile; di riapertura dei viaggi fra le regioni, che il precedente governo aveva vietato per il periodo natalizio ma confermato poi con successi rinnovi ogni mese; di arrivi turistici dall'estero, per i quali oltre ai consueti test previsti fin dall'estate scorsa, a Pasqua era stata introdotta anche una quarantena di 5 giorni (come risposta dopo le polemiche sulla disparità di trattamento fra spostamenti nazionali, proibiti, e internazionali, permessi).

Si discute seriamente, insomma, sui contorni del percorso verso «l'uscita dall'incubo», come auspica il ministro degli Affari Regionali, Mariastella Gelmini. Sul tavolo ci saranno le proposte dei governatori, che spingono per la gran parte a riaperture progressive e alla revisione dei parametri per i colori.

Ma si discuterà anche del tema scuole, con la speranza di poter rivedere in aula tutti gli studenti delle superiori, al 100%.

Un'ipotesi fortemente voluta dallo stesso premier Mario Draghi, ma sulla quale peserà la curva dei contagi, che ieri hanno superato i 16 mila nuovi casi e 469 vittime.

E proprio a palazzo Chigi ieri si sono visti il portavoce del Comitato tecnico scientifico, Silvio Brusaferro, e il coordinatore Franco Locatelli. Probabile un incontro con l'esecutivo anche in vista della cabina di regia di oggi tra i partiti della maggioranza.

Una riunione nella quale sarà definito il nuovo pacchetto di misure, compreso il prolungamento dello stato di emergenza, probabilmente fino al 31 luglio. Il d-day per la «liberazione», come l'ha chiamata il presidente della regione Veneto Luca Zaia potrebbe essere l'11 giugno, quando allo stadio Olimpico di Roma torneranno per la prima volta gli spettatori sugli spalti per la gara d'esordio dell'Italia agli Europei contro la Turchia.

«Liberi tutti allora? - si chiede il governatore -. Ci entreranno 20 mila persone all'Olimpico, immagino che l'11 di giugno sia la parte finale della liberazione». «Chi la volesse leggere in maniera maldestra - aggiunge - potrebbe dire che sto parlando male di questa apertura.

Invece dico: bene, prendiamo atto che l'11 giugno siamo aperti, vediamo di capire strada facendo cosa si può aprire in questi 60 giorni».

Proprio l'annuncio del pubblico all'Olimpico, al 25% della capienza, ha dato il via alle inevitabili richieste di tanti altri settori chiusi ormai da un anno, salvo la breve parentesi estiva.

E così si sono fatti sentire non solo il mondo del basket e quello della pallavolo ma anche quello della musica live.

«Se è possibile accedere in uno stadio con 16 mila persone per il calcio deve essere possibile anche per un concerto», ha tuonato Enzo Mazza, ceo della Federazione dell'industria musicale italiana. Due mesi, dunque, nei quali mettere in atto una road map per rialzare le saracinesche di bar, ristoranti, cinema, teatri, musei, palestre e tante altre attività che da mesi soffrono una crisi senza precedenti. E, dopo le proteste di ristoratori e partite iva, gli attori e le maestranze dello spettacolo hanno occupato il Globe Theater di Roma.

Con ogni probabilità il primo passo sarà la riapertura dei servizi di ristorazione nelle zone gialle anche nella fascia serale.

Il che dovrebbe inevitabilmente essere accompagnato da uno slittamento di una-due ore del coprifuoco che, ad oggi, comincia alle 22. Ma da maggio potrebbero tornare in presenza anche tutti gli alunni delle scuole superiori anche se per l'associazione nazionale presidi questa ipotesi resta «possibile ma improbabile».

«È chiaro che bisogna compiere delle azioni esterne alla scuola, non basta lavorare all'interno delle scuole, dove abbiamo lavorato tanto», afferma il presidente, Antonello Giannelli.

«Se i trasporti saranno, e devono essere, organizzati in modo adeguato - è il monito della ministra Elena Bonetti - anche la riaperture delle scuole secondarie di secondo grado potrà essere fatta».

Ma, proprio sulle scuole, in agenda potrebbe esserci anche la possibilità di tenerle aperte in estate per chi non va in vacanza. La proposta arriva dal sottosegretario all'Istruzione, Rossano Sasso ma è prevedibile che incontri molti ostacoli.

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