Ressa sui treni del mattino fra Rovereto e Trento I passeggeri: un problema annoso che va risolto

Una vera calca. Così si presentano spesso i treni del mattino, fra Rovereto e Trento. Pendolari e studenti in piedi, stretti stretti, per un viaggio regolarmente scomodo, con i nuovi passeggeri che quasi non riescono più a salire.

Le foto sono di questa mattina, ce le ha inviate il nostro lettore, Jovan Stevovic, che oggi viaggiava su treno delle 7.50 da Rovereto a Trento.

I passeggeri spiegavano che la situazione era così difficile anche nei giorni scorsi e la gente faceva molta fatica a salire sulle due uniche carrozze che componevano il convoglio.

Su segnalazione di un altro lettore è stato possibile appurare che anche sul treno successivo, quello delle 8.15, i vagoni erano già pieni, con viaggiatori in piedi, fin da prima della stazione di Mori.

«Non è che sia di per sé una cosa grave - osserva Stevovic - tuttavia non è coerente con l'obiettivo di aumentare l'utilizzo dei mezzi pubblici. Nel corso degli anni non si è fatto molto per facilitare e rendere quantomeno dignitoso l'uso di treni e bus tra Rovereto e Trento (compresi gli urbani). È da 10 anni che li uso e la situazione per andare a Povo è sempre la stessa. Una ressa infinita.

Tra Rovereto e Trento poi mi sembra il caso più semplice da risolvere. E invece ogni volta che vedi un treno ti viene voglia di tornare a casa e prendere la macchina.
 
Sono tornato due giorni fa da Stoccolma e sembrava di essere su un altro pianeta. Mi chiedo perché? Che cosa abbiamo in meno. Non penso sia una questione economica. Sembra manchi la volontà o la capacità di risolvere un problema che tutti hanno affrontato e superato (nel nord europa)».
 
Quella ricordata dal lettore e spesso ricorrente nelle cronache locali è evidentemente una questione organizzativa che mette a nudo una delle numerose criticità che caratterizzano la mobilità in Italia e anche in Trentino, con ritardi nell'innovazione, deficit di programmazione, insufficienza del trasporto collettivo e dominio dell'automobile negli spostamenti quotidiani
 
Nel caso del servizio ferroviario, peraltro, vien fatto veramente di interrogarsi sulla mancanza di correttivi di fronte a una situazione di precarietà conclamata, ben visibile a occhio nudo ma verificabile anche formalmente mediante l'analisi statistica dei dati delle macchine obliteratrici presenti a bordo di ogni singolo mezzo.
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