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Joy Holler: esce Mettetevi Comodi

il primo album della band di Trento

Sono undici le tracce che compongono la tracklist del disco mixato da Mauro Iseppi

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Dopo il lancio del singolo “Via di qua” i Joy Holler sono pronti a svelare il loro primo album “Mettetevi comodi”. Una delle formazioni emergenti più note della scena di Trento presenterà ii cd, registrato dopo l’Ep “Brighter Love” domenica 6 maggio , alle 21, al Teatro Concordia di Povo. Il release ufficiale viene anticipato da due apparizioni: ieri sera in apertura alla Bandabardò al Teatro Sanbàpolis e stasera alla Bookique in apertura a Wrongonyou per una data di UploadOnTour. Per i Joy Holler, leggasi Simone Bannò (voce, tastiere), Marco Corsini (basso), Andrea Corsini (batteria) e Ardan Dal Rì (chitarra), questo lavoro è il frutto di una riuscita campagna di crowdfunding. “Mettetevi Comodi” contiene tutte le sfumature del nostro sound, che è sostanzialmente pop/funk, ma che sa spaziare anche fino al reggae e al rap si lega anche ad una serie di collaborazioni con musicisti della scena trentina fra i quali Anansi, Lorenzo Sighel, Loris Dallago e Caterina Cropelli.

Il disco registrato e mixato da Mauro Iseppi presso Old Country Studios di Trento con il progetto grafico ad opera di Davide Corsini è fatto di 11 brani e si apre con un intro che la band definisce come “Molto aggressivo, che vuole invogliare ad ascoltare tutto il disco con un breve rap fitto e “strano”. Il primo vero pezzo è “Via di qua” dai ritmi roots reggae “conscious” che parla dei tipici pensieri di un giovane d’oggi, a cavallo fra l’impossibilità di autorealizzarsi e le ingiustizie globali. “Ispirami musica” è nato invece da un beat creato da Anansi ed è un pezzo d’amore dal sound soul molto moderno, che segue le logiche sonore dell’hip hop underground in voga attualmente. “Aliti d’inedia” intreccia il rap con il funky e vuole essere spigano i ragazzi della band : “Un’invettiva contro gli artisti senza talento e che nemmeno si impegnano, ma sono spesso troppo apprezzati. Alcuni luoghi comuni vengono passati al vaglio, ma il brano, anche se molto diretto, rimane principalmente un’accusa superficiale, ironica ed autoironica”.

Dopo “Invece niente” brano rap dal suono più pop si approda alla ballata d’amore “Più incantevole” fra voce e piano, per proseguire con “Niente di che” un rocksteady allegro in duetto con Caterina Cropelli. Il brano manifesto del disco è “Involuzione” perché esprime le diverse sfaccettature dei Joy nei suoi cinque minuti e parla di come il pensiero scientifico stia perdendo seguaci, e il ritmo sembra prendere a schiaffi chi non vuole informarsi in modo serio da fonti e persone attendibili. La tracklist porta verso “Maledetta_Mente” brano pop/rock dal sound un po’ british e “In fase rem” versione italiana di “Live inside dreams”, brano già presente nel loro EP d’esordio qui riarrangiato in una veste reggae.

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