Il maggio in Trentino ha, come di consueto, un clima imprevedibile. Che le mezze stagioni

non ci siano più, o che non ci siano mai state se non nei ricordi dei più nostalgici – che

magari ricordano la primavera della propria vita più che una primavera reale – ogni

mattina, in questo periodo, ci si chiede se uscire con l’ombrello o gli occhiali da sole, in

maglietta o con un maglione di lana recuperato fra quelli messi via dopo l’inverno.

Intanto, a maggior ragione se il tempo non invita a passeggiare all’aria aperta, a chi ama il

cinema capita di guardare lo schermo come fosse una finestra. Ecco, in questi giorni,

affacciandoci a questa finestra piena di meraviglie, si potrebbe vedere più o meno questo:

https://youtu.be/swloMVFALXw?si=bkxCZHPwVhmzEIV3

Chi non vorrebbe cantare sotto la pioggia, felice e innamorato, come Gene Kelly nel

celebre musical del 1952 dello stesso Kelly e di Stanley Donen? La pioggia battente c’è, le

strade piene di pozzanghere anche, ma persone che danzino e cantino, in realtà, non se

ne incontrano molte…

Piuttosto, si attende con impazienza che le piogge di maggio finiscano e ci si lanci verso

l’estate, sognando, con la stessa aria romantica e lo stesso gusto per le grandi musiche

del cinema hollywoodiano degli anni ’50, di trovarsi sulla spiaggia, in A Summer Place

(1959) – lasciando magari da parte lo scandalo del titolo italiano (Scandalo al sole).

https://youtu.be/0TSGA3fYYYE?si=JT8h3EoFoSsbTukk&t=210

Se si volesse invece sognare l’estate senza ricorrere all’immaginario hollywoodiano, ci si

potrebbe rifugiare nel primo cinema del maestro Ingmar Bergman, sempre degli anni ’50:

Sommarlek/Un’estate d’amore oppure il bellissimo Sommaren med Monika/Monica e il

desiderio, rispettivamente del 1951 e 1953.

https://youtu.be/zqPks-PzfjY?si=i0NDrEvd7Uzx04-V

Eppure siamo quasi sicuri che appena comincerà il caldo, ci si ritroverà a rimpiangere il

fresco di questi giorni. Nelle notti di afa, i film degli anni ’50 in cui ci si vorrebbe trovare

spalancando la finestra/schermo sono quegli horror pieni di ghiaccio e neve come The

Snow Creature/L’uomo di neve (1954, W. Lee Wilder), The Abominable Snowman/Il

mostruoso uomo delle nevi (1957, Val Guest) o il memorabile The Thing from Another

World/La cosa da un altro mondo (1951, Christian Nyby-Howard Hawks)…

https://youtu.be/dGjJ8vfh5CI?si=3fJQ4KYx7vJQ3Thn&t=114

In ogni caso, che fuori sia caldo o freddo, con la pioggia o con il sole, fino a fine luglio ci

sarà sempre modo di vedere un buon film ad HarpoLab, in sala (con il condizionatore) o

all’aperto, in cortile.