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(ANSA) - ROMA, 24 GIU - Una riunione simulata in cui una professionista presenta ai colleghi un'analisi tecnica dettagliata senza ricevere particolare attenzione dal gruppo, mentre gli stessi concetti, riformulati successivamente da un collega uomo, ottengono consenso e approvazione. Il partecipante è chiamato a prendere posizione, scegliendo se seguire il gruppo o osservare criticamente le dinamiche relazionali che emergono. E' uno degli scenari principali di D-Verso, un progetto che attraverso la tecnologia immersiva sensibilizza aziende e persone sui temi della diversità, dell'equità e dell'inclusione. Il progetto si concentra in particolare sui bias di genere e sulle micro-discriminazioni che possono emergere quotidianamente sul posto di lavoro. Realizzato da XMetaReal, azienda italiana leader nello sviluppo di esperienze immersive in Extended Reality (Xr) per il mondo corporate, e Valore D, la prima associazione di imprese in Italia impegnata per l'equilibrio di genere e una cultura inclusiva nelle organizzazioni. "Le micro-aggressioni di genere - afferma Barbara Falcomer Direttrice Generale Valore D. - non sono eccezioni: sono il tessuto ordinario di molte giornate lavorative. Una riunione, una battuta, un commento lasciato scorrere. Il 13,5% delle donne tra 17 e 70 anni ha subito molestie o ricatti sul lavoro (Istat), ma accanto a questi episodi esiste una zona grigia molto più vasta, fatta di automatismi e aspettative implicite che tutti, ogni giorno possiamo vivere o agire senza accorgercene". Secondo Falcomer "D-Verso non racconta queste dinamiche, le fa accadere. L'elemento centrale è proprio questo: non conta solo ciò che viene detto, ma ciò che viene accettato, ignorato, lasciato scorrere senza opposizione. Perché ciò che si vive si ricorda, ciò che si osserva da fuori si dimentica. Con la tecnologia immersiva, la consapevolezza smette di essere un esercizio teorico e diventa esperienza diretta, un'occasione concreta per vedere ciò che spesso non si vede." (ANSA).


