Il cruccio di Rossi si chiama «investimenti privati». Che latitano. Troppa liquidità, «anche delle imprese», nei forzieri delle banche trentine. Il presidente della Provincia lo accenna illustrando l’assestamento di bilancio 2016-’18 e il Defp, il Documento di economia e finanza provinciale per il 2016. «Abbiamo la necessità di continuare il trend positivo e uno degli obiettivi su cui dovremo lavorare è quello di spingere sulla capacità di ripresa degli investimenti privati per rimettere in circolo le risorse ferme».

Non basta cioè, nemmeno a Rossi, ricordare gli indicatori che danno fiducia, come l’aumento di occupazione del 3% nel 2015 (sul 2014) ed un rischio povertà che in Trentino si attesta al 13,6% della popolazione contro il 24,4% in Europa. I dati di Bankitalia sono illuminanti: a fine 2015, 12,2 miliardi di euro di depositi (9,13 miliardi delle famiglie, 3,06 delle imprese) e 9,36 miliardi di risparmio immobilizzato in titoli (8,17 miliardi delle famiglie, 1,19 delle imprese). Una massa enorme di liquidità: oltre 21 miliardi, 4,2 in capo alle imprese.

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Il problema è come rimetterle in circolo. Rossi, dopo la presentazione del Defp, spiega: «Come Provincia dobbiamo fare da acceleratore degli investimenti, trovare meccanismi che li inneschino». Esemplifica: «Basta poco, come nel caso delle anticipazioni delle detrazioni fiscali per interventi di ristrutturazione e per il risparmio energetico nelle abitazioni private: abbiamo ricevuto 750 domande in tre settimane. Eppure è in sé una piccola cosa: 500 mila euro per attualizzare il beneficio. Importo che siamo pronti a raddoppiare, o triplicare, se le domande dovessero raddoppiare o triplicare».

Rossi aggiunge: «È interesse delle banche e delle imprese che questa liquidità privata sia messa in circolo per gli investimenti. La Provincia può dare una spinta, fare da accelatore, di certo non sostituirsi a banche e imprese». L’idea è di porre le condizioni affinché banche e imprese investano sul territorio. Nel caso, dal Governo, con la manovra di bilancio d’autunno arrivasse una ventilata stretta sulle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni, riportandole al 36%, Rossi rassicura da subito: «Il differenziale, per mantenere il livello attuale, potrà garantirlo la Provincia».