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ROMA. Botta e risposta delle propagande di guerra, sul bombardamento dell’ospedale pediatrico di Mariupol, una delle notizie che hanno fatto inorridire il mondo.
Se Kiev ha diffuso immagini e notizie, Mosca risponde con una secca smentita.
«Tre persone, tra cui una bambina, sono rimaste uccise ieri nell'attacco delle forze russe contro l'ospedale pediatrico di Mariupol» hanno reso noto le autorità ucraine. E sui circuiti internazionali sono apparse subito le immagini di feriti che escono dallo stabile con coperte di fortuna ed in pigiama.
Ma per il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov, «l'ospedale pediatrico di Mariupol era usato come base del battaglione Azov», il reparto militare nazionalista ucraino.


