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TRENTO. La dottoressa Liliana Mereu, trasferita dall'Azienda sanitaria per "incompatibilità ambientale" dal reparto di ginecologia del Santa Chiara, lunedì pomeriggio si è presentata in via Zambra, alla sede dell'Ordine dei medici, per l'audizione.
Un confronto, tenuto dal vicepresidente dell'Ordine Guido Cavagnoli, che non è durato molto: accompagnata dai suoi avvocati ha presentato una breve dichiarazione scritta, in cui manifestava l'intenzione di rispondere alle domande solo dopo essere stata messa al corrente delle contestazioni e dopo aver avuto accesso agli atti.
Una scelta - quella di non parlare - che è apparsa del tutto «irrituale»: come evidenziano in via Zambra, «il miglior avvocato dei medici è l'ordine stesso» in quanto con l'audizione si intende raccogliere elementi in merito ad una situazione appresa da segnalazioni esterne (in questo caso dagli organi di stampa, in merito al turn over nel reparto di ginecologia e alle indagini sulla scomparsa della giovane ginecologa Sara Pedri). Sarà ora la commissione, che si riunirà oggi presso l'Ordine, a decidere se archiviare la questione o se procedere con l'apertura di un procedimento disciplinare nei confronti della dottoressa Mereu. La quale è pronta a difendersi in ogni ambito.
«Valuteremo altresì ogni azione necessaria ed opportuna anche in relazione ad eventuali contestazioni formali da parte del Datore di lavoro, dell’Ordine dei Medici di appartenenza della stessa o della Magistratura di cui, al momento, non è pervenuta alcuna notizia o comunicazione» evidenziano i suoi legali, gli avvocati milanesi Laura Tamilia e Franco Rossi Galante.


