ROMA. Si è aperta alla Fondazione Mach di San Michele la quinta rassegna dei vini Piwi. Mercoledì e giovedì si è svolta la due giorni di valutazione e degustazione di oltre 140 etichette di vini provenienti da vitigni tolleranti alle principali patologie fungine. L’evento di apertura si è svolto alla presenza del presidente di Fem, Francesco Spagnolli. La valutazione dei vini è stata curata da una commissione composta da trenta esperti selezionati tra enologi, enotecnici, giornalisti, sommelier e ricercatori afferenti al mondo agroalimentare, che saranno coadiuvati dagli studenti del corso enotecnico in tutte le operazioni della rassegna. I vini concorrono nelle seguenti categorie: rossi, bianchi, bianchi a macerazione prolungata «Orange», vini spumante metodo classico, vini spumante metodo Charmat-Martinotti, vini frizzanti, vini da uve sottoposte ad appassimento.

L’iniziativa, patrocinata da Piwi international - Italia e Civit e aperta quest’anno anche alle cantine straniere, promuove e valorizza i vini prodotti con almeno il 95 per cento di uve provenienti da varietà PilzWiderstandsfähig, ovvero vitigni innovativi e sostenibili in grado di offrire tolleranza alle malattie fungine, oidio e peronospora, riducendo sensibilmente l'uso degli agrofarmaci. I vini da varietà Piwi sono ottenuti da uve prodotte da piante che sono state selezionate per avere dei caratteri di resistenza alle principali malattie fungine che attaccano le viti, e quindi richiedono un numero ridotto di interventi fitosanitari. Il Registro Nazionale delle Varietà da Vino comprende 36 varietà Piwi.

Quattro di esse sono state iscritte grazie alla Fondazione Mach e al Consorzio Civit. Quella dei vitigni tolleranti alle principali patologie fungine è una delle strade strategiche del futuro della vitienologia - ha spiegato in apertura della rassegna il presidente della Fondazione Mach Francesco Spagnolli - Questo concorso ha almeno quattro unicità: riguarda vini prodotti da varietà tolleranti, la commissione coinvolta è composta da rappresentanti di tutte le categorie di persone che orbitano nel mondo del vino, coinvolge in prima persona gli studenti e utilizza schede di valutazione informatizzate».