Il dramma

Per la caduta fatale dalla seggiovia all’Alpe di Siusi, dinamica ancora da chiarire

La vittima è Erna Perathoner di Ortisei, 82 anni. Si era appena seduta sul seggiolino dell’impianto Punta d’oro sull’Alpe ma dopo pochi metri è precipitata nel vuoto ed è morta sul colpo. Sandra Comploj, 68 anni, sedeva accanto all'amica, anche lei è scivolata ed è finita di schianto sulla neve della pista. Ricoverata al San Maurizio in gravi condizioni, non è in pericolo di vita

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di Paolo Tagliente

Bolzano. È una tragedia dalla dinamica incredibile, quella che si è consumata ieri mattina, su un impianto da sci nella splendida cornice dell'Alpe di Siusi. Due donne sono precipitate dalla seggiovia su cui erano salite pochi istanti prima e, per una di loro, il volo da un'altezza di circa sette metri si è rivelato fatale. A perdere la vita, Erna Perathoner, 82 anni di Ortisei, che nell'impatto con il suolo è morta sul colpo. Ferita in maniera grave, invece, l'amica che era con lei, Sandra Comploj, 68 anni (nata nel 1955, non cinquantacinquenne, come era trapelato in un primo momento), pure di Ortisei, trasportata con l'eliambulanza all'ospedale San Maurizio di Bolzano.

L'incidente

Le due amiche erano salite all'Alpe di Siusi di buon ora con alcuni amici, la giornata era ideale: cielo azzurro, sole e clima mite, piste perfettamente innevate. Entrambe esperte sciatrici, attorno alle 11 sono arrivate alla stazione a valle della seggiovia Punta d'oro, a 1.850 metri d'altezza. Una seggiovia a quattro posti e ad alta velocità, con cupola di protezione. Erna e Sandra sono giunte ai tornelli come avevano fatto mille altre volte. Sono entrate dopo il "bip" dello skipass, che ha aperto loro la via e hanno atteso il loro turno ai cancelletti che scaglionano gli accessi, tra l'arrivo di una seggiola e l'altra. Le due amiche hanno compiuto questo brevissimo percorso in assoluto relax. Qualche battuta, qualche sorriso e poi, un istante di silenzio prima dell'arrivo del seggiolino su cui prendere posto. Nessuna delle due né il personale dell'impianto potevano certo immaginare cosa sarebbe accaduto qualche secondo più tardi. Cosa sia successo di preciso non è ancora chiaro e i carabinieri della stazione di Castelrotto stanno lavorando, insieme al personale di Cabinovia Alpe di Siusi Spa, per fare piena chiarezza sulle cause della tragedia. La seggiola con le due donne, infatti, ha percorso pochi metri, ha superato il primo e il secondo pilone. Al terzo, Erna e Sandra sono scivolate fuori dalla seggiola e sono piombate sulla pista sottostante, dopo una caduta di circa sette metri. Il tonfo sordo e agghiacciante dei due corpi sulla neve, poi le urla, l'allarme e i soccorsi. La seggiovia è stata fermata non appena è stato possibile. Sul posto il personale dell'impianto di risalita, i carabinieri della stazione di Castelrotto impegnati nel quotidiano servizio sulle piste, soccorritori del Bergrettungdienst dell'Alpenverein e, qualche minuto più tardi, anche l'elicottero dell'Aiut Alpin Dolomites e il Pelikan 2, entrambi con medico rianimatore a bordo e infermiere. La situazione è parsa subito gravissima: nonostante il lungo massaggio cardiaco e i prolungati tentativi di strapparla alla morte, per Erna Perathoner non c'era più nulla da fare. Troppo gravi i traumi riportati nella caduta. Viva, ma in condizioni molto serie l'amica Sandra: stabilizzata sul posto, la donna è stata trasferita d'urgenza all'ospedale San Maurizio e accolta nel reparto di rianimazione. È stata poi operata e non sarebbe in pericolo di vita.

I rilievi e le indagini

La seggiovia Punta d'Oro è rimasta chiusa per oltre due ore. Un lasso di tempo necessario per dare modo agli uomini dell'Arma di compiere i rilievi, sia a terra sia sulla seggiola in cui si trovavano le due amiche, e attendere poi il nulla osta del magistrato alla rimozione della salma. Difficile dire, al momento, cosa sia successo negli istanti precedenti alla caduta. È possibile che Erna Perathoner e Sandra Comploj non siano riuscite ad abbassare la barra di sicurezza e che una delle due abbia spostato il peso troppo in avanti, nel tentativo di portare giù la barra, e sia scivolata. L'amica, accortasi di quanto stava accadendo, ha cercato d'istinto di afferrarla e sia stata trascinata anche lei fuori dalla seggiola. Non è escluso nemmeno che una delle due non sia riuscita a sedersi correttamente e che, anche in quel caso, l'amica abbia cercato di aiutarla. Solo ipotesi che dovranno essere verificate. Pur visibilmente scosso, Helmut Sartori, presidente dell'Associazione esercenti funiviari dell'Alto Adige, ha ribadito che l'impianto è assolutamente a norma. Costruito nel 2002, è stato completamente revisionato nel 2023 e anche le seggiole sono state tutte sostituite.