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TRENTO. Criteri di valutazione non pubblici, procedure ancora cartacee e il rischio di trattamenti differenti fra cittadini con condizioni cliniche analoghe. Sono le criticità denunciate dalla consigliera provinciale del Pd del Trentino Francesca Parolari, che ha depositato un’interrogazione alla Giunta sulla fase sperimentale della nuova valutazione di base della disabilità, affidata ad Asuit.
Al centro dell’iniziativa c’è soprattutto la richiesta di maggiore trasparenza sulle procedure adottate dalla Medicina legale. Secondo Parolari, non sarebbero stati resi pubblici un regolamento interno, i criteri scientifici utilizzati dalle commissioni e le modalità di impiego dei questionari WHODAS. Mancherebbero inoltre informazioni facilmente accessibili sui tempi di rilascio dei verbali e sull’organizzazione del servizio.
Un altro nodo riguarda l’ingresso nella sperimentazione, che interessa tra le altre patologie il diabete mellito di tipo 2, i disturbi dello spettro autistico e la sclerosi multipla. La consigliera chiede di conoscere in base a quali criteri una persona venga inserita nel nuovo percorso oppure continui a essere valutata con il precedente sistema. Una distinzione che, sostiene Parolari, può avere conseguenze anche sulle possibilità di ricorso e sulle percentuali di disabilità riconosciute.
L’interrogazione affronta anche il tema della digitalizzazione delle procedure. Parolari sottolinea che in Trentino continuerebbero a essere richieste domande cartacee e compilazioni manuali, mentre nel resto d’Italia l’iter viene gestito telematicamente attraverso Inps e Fascicolo sanitario elettronico. Alla Provincia viene quindi chiesto perché non sia stato ancora adottato un sistema completamente digitale e interoperabile.
Altro capitolo riguarda la formazione degli operatori. Parolari domanda quali percorsi specifici siano stati organizzati per medici di medicina generale, pediatri, specialisti e personale dei patronati sulle nuove classificazioni ICF e WHODAS e in quale modo siano state coinvolte le associazioni che si occupano della tutela delle persone con disabilità.
Infine, la consigliera contesta l’utilizzo nelle comunicazioni di Asuit dell’espressione «persona handicappata» e sollecita un aggiornamento del linguaggio utilizzato. Alla Giunta provinciale vengono chiesti interventi correttivi immediati, l’adozione di un regolamento interno e la pubblicazione di criteri chiari e verificabili per evitare, secondo Parolari, disparità di trattamento durante questa fase sperimentale.


