TRENTO. Sono 3.371 i titolari di imprese individuali in Trentino con almeno 70 anni, pari al 12,2% del totale. Dieci anni fa erano 3.043: in un decennio sono quindi aumentati di 328 unità. È uno dei dati che emergono dal dossier della CNA “Imprese senza ricambio”, dedicato al rischio di mancato passaggio generazionale nel sistema produttivo italiano.

Il fenomeno interessa l'intero Trentino-Alto Adige, dove gli imprenditori con almeno 70 anni sono complessivamente 7.333: 3.371 in provincia di Trento e 3.962 in quella di Bolzano. A livello regionale rappresentano l'11,4% dei titolari di imprese individuali. Nel 2015 erano 6.672, di cui 3.043 in Trentino e 3.629 in Alto Adige.

Sul fronte dei giovani, però, il territorio mostra segnali migliori rispetto al resto d'Italia. Tra il 2015 e il 2026 la popolazione trentina tra i 20 e i 39 anni è cresciuta dello 0,1%, mentre le imprese giovanili hanno registrato un incremento dell'11,6%. Il Trentino-Alto Adige è l'unica regione italiana in controtendenza rispetto a un quadro nazionale segnato dal calo sia dei giovani sia delle attività da loro guidate.

Il nodo resta quello del passaggio generazionale, soprattutto nei settori della manifattura, delle costruzioni e del commercio. Secondo CNA, quando un imprenditore anziano lascia l'attività senza trovare un successore, il territorio rischia di perdere non soltanto un'azienda, ma anche competenze, professionalità, rapporti con clienti e fornitori e conoscenze costruite nel corso di decenni.

«Il passaggio generazionale è una delle grandi questioni di politica industriale che l'Italia e le Province autonome di Bolzano e Trento devono affrontare», sottolinea Cristiano Cantisani, presidente di CNA Trentino Alto Adige Südtirol. L'obiettivo, sostiene, deve essere favorire l'incontro tra chi vuole lasciare l'impresa e potenziali subentranti, accompagnando il trasferimento delle competenze e facilitando l'accesso al credito per chi rileva un'azienda.

Tra le proposte avanzate dalla CNA ci sono il rafforzamento degli strumenti fiscali e finanziari per il passaggio generazionale, il sostegno alle operazioni di workers buyout e misure per favorire l'ingresso dei giovani nell'imprenditoria. Un'attenzione particolare viene chiesta per artigianato e piccole imprese, dove la mancata successione può portare alla scomparsa di mestieri e conoscenze specialistiche.

Per Cantisani, anche la Provincia autonoma di Trento può intervenire rafforzando fin dalla scuola l'orientamento verso i mestieri e l'imprenditorialità. «Non possiamo permetterci di perdere imprese sane soltanto perché manca il ricambio», afferma il presidente, indicando nella trasmissione delle aziende uno strumento per difendere occupazione, capacità produttiva e futuro del territorio.