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Maria Pia Scrinzi va

in pensione: caffè e sorrisi 

a due generazioni di moriani

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Oggi sarà l’ultimo giorno di lavoro per Maria Pia Scrinzi dietro al bancone della Vecchia Mori. Il volto del caffè dei moriani da 43 anni, si ritira a vita privata.

Era il 17 luglio del 1977 quando Maria Pia iniziava la sua carriera, allora al Ristorante Zurigo: al tempo i gestori erano Cesare e la moglie Elsa Regolini. Lontano dall’essere uno di quei rapporti stagionali che caratterizzano il lavoro nel mondo della ristorazione contemporanea, la relazione con la famiglia è rimasta una costante negli anni per Maria Pia, tanto che nel 1993 si è trasferita a lavorare alla Vecchia Mori, sempre gestita dalla famiglia Regolini. Tre generazioni - Cesare, Remo e ora Luca Regolini - si sono succedute nella gestione dei due locali, e per loro Maria Pia è stata una costante e una certezza. «È una persona che ha fatto una vita intera in azienda - racconta Luca Regolini - ha iniziato con mio zio, poi mio papà e ora con me. Per noi è stata un esempio di serietà e amore verso il proprio lavoro e verso i propri clienti unico. Sono quelle persone che sono la parte bella del lavoro e hanno un ruolo importantissimo in un’azienda come la nostra e il legame che ha Maria Pia con la mia famiglia va ben al di là di un rapporto lavorativo. Ci sono una fiducia e un rispetto guadagnati sul campo che hanno un valore inestimabile».

A festeggiare con un brindisi Maria Pia Scrinzi venerdì mattina c’erano tutta la famiglia Regolini ma anche l’amministrazione comunale. «Ci voleva la piazza piena a salutarti - le ha detto Luca Regolini - ma siamo in tempi di Covid e abbiamo dovuto fare una cosa più intima». Sono i più piccoli della famiglia a portare un ricordo e un ringraziamento a Maria Pia che lo ha accolto con commozione: una sorpresa per lei, che ieri stava servendo i clienti ai tavoli della Vecchia Mori come ogni giorno. Un saluto discreto, una decina di persone e poco più, ma sinceramente sentito, per una persona riservata ma capace di quella cordialità che è diventata famigliare ai moriani che si sono visti servire caffè e aperitivi per tanti anni con professionalità e un sorriso che non è mai mancato. Lei ha ringraziato tutti, emozionata per l’attenzione e perché il momento è stato l’inizio dei saluti e di una nuova quotidianità. Pochi minuti dopo, a non smentire anni di operosità, era già indaffarata ad accogliere i clienti.

«Si è fatta voler bene da due generazioni di moriani e li ha anche sopportati in un certo senso» racconta l’assessore al commercio del comune di Mori Flavio Bianchi, che per una casualità in quell’estate del ‘77 fece un’esperienza come cameriere proprio al Zurigo, al suo fianco. Poi lui nella vita fece tutt’altro, per Maria Pia fu l’inizio di una lunga collaborazione che si concluderà domani quando, non c’è dubbio, saranno tanti i moriani che faranno un giro al bar per salutarla.

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