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Danni da cinghiale:

il Chiese esasperato

batte cassa in Provincia

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Dopo la Valsugana anche nel basso Chiese riemerge l’ormai annosa, e dannosa, questione dei danni causati dai cinghiali nei terreni coltivati. Questa volta, a portare nuovamente all’attenzione delle autorità Provinciali competenti il problema, è il sindaco di Castel Condino Stefano Bagozzi (foto) che nelle ore scorse ha scritto una lettera indirizzata al presidente della Giunta Provinciale Maurizio Fugatti, all’assessore con delega all’agricoltura Giulia Zanotelli, al responsabile del dipartimento risorse forestali e montane Romano Masè e al responsabile dell’ispettorato distrettuale forestale Giacomo Antolini.

Oggetto della missiva la richiesta intervento straordinario per danni causati da cinghiale. «Mi faccio portavoce della mia comunità - esordisce il primo cittadino Bagozzi - per evidenziare come si stiano riscontrando in questo ultimo mese ingenti danni ai terreni coltivati nell’ambito del comune di Castel Condino. Tale situazione è determinata dal cinghiale, inserito più o meno legalmente negli anni ottanta, che liberamente si è riprodotto, garantendo costantemente danni sul territorio ravvisando interventi più o meno sporadici di contenimento ma senza una soluzione del problema. In una situazione di silenzio generale, come quella che stiamo vivendo, in cui la mobilità delle persone e dei veicoli è particolarmente contenuta, trova l’habitat ideale per svolgere indisturbato la propria attività di danneggiamento».

Oltre al danno anche la beffa quindi. «Vengono così aggravate - prosegue Bagozzi - le già difficili condizioni di operare in un territorio aspro come quello montano, demotivando coloro che perdurano nella loro attività di gestione del territorio. Capisco che le priorità indotte dall’emergenza in corso sono ben altre, mi permetto tuttavia di sensibilizzare la struttura venatoria e/o forestale per un intervento straordinario di abbattimento, in modo tale che l’attività delle aziende agricole del territorio, ma anche dei singoli privati, possa poi riprendere senza l’aggravio di onerosi ripristini. Risulta - precisa il Sindaco castellano - avvilente continuare a ripristinare terreni, spesso manualmente perché non vi è la possibilità di intervenire con mezzi agricoli, e ritrovarsi l’anno dopo con nuovi danni nelle stesse aree. Si tratta anche di un’esigenza ambientale prioritaria che ci ha permesso fino ad ora di proporre il nostro territorio all’apprezzato turista e che vuole essere ora più di prima elemento principale per l’attesa ripresa della proposta turistica. In un periodo di fobia per l’aggregazione di persone e di una diffidenza diffusa nel turismo di massa, territori come il nostro potrebbero trovare una nuova attrattiva e un nuovo motivo di interesse essendo realtà più a misura di famiglia e che proprio nelle case da mont con i loro prati e boschi potrebbero trovare la risposta alle mutate esigenze del turista».

Pochi giri di parole e messaggio, quello del sindaco di Castel Condino, preciso che arriva diretto alle autorità competenti. Ed ora? «L’amministrazione, con l’intento di trovare una soluzione stabile a questo insistente problema, rimane a disposizione per ogni confronto propositivo anche attraverso una fattiva collaborazione con la locale riserva comunale di caccia». «Danni dei cinghiali, ora basta».

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