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Caduti del 4 novembre,

Nomi ricorda anche le donne

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A cent’anni di distanza dalla fine della Prima guerra mondiale i nomi dei caduti sono stati ricordati in tutti i paesi. Il Comune di Nomi, però, con la cerimonia del 4 novembre ha voluto rendere omaggio non solo ai tanti giovani caduti o dispersi in battaglia, ma anche a tutte quelle donne che, durante il conflitto, tennero in piedi le comunità. Donne che si opposero alla guerra, alle quali, domenica pomeriggio, è stata dedicata una targa presso il monumento ai caduti in piazza Springa: «In memoria delle donne trentine che sostennero le nostre comunità durante il conflitto 1914-1918, di quante e quanti protestarono e si opposero alle ostilità sfidando il carcere. Ci siano da esempio nel rifiuto cosciente dei nazionalismi e della guerra». Firmato la comunità di Nomi, novembre 2018.
A spiegare il senso dell’iniziativa è il sindaco Rinaldo Maffei: «Le nostre comunità furono tirate avanti dalle donne. Furono loro a governare ogni processo, loro a farsi sentire il 24 aprile 1915 sotto la sede del capitanato distrettuale di Trento per protestare contro la guerra. Pace e pane, chiedevano». Ma, fa notare il primo cittadino, i monumenti e la memoria parlarono solo al maschile. Da qui l’idea di ricordare, oltre alle giovani vite spezzate al fronte, le donne che, tra mille sofferenze, cercarono in prima persona di giungere alla pace.

 

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