Sociale / Il caso

Dormitorio, arriva la soluzione in extremis dal Comune: 24 posti letto al bocciodromo in Clarina

Paolo Zanella (Pd): «Grazie al sindaco di Trento Franco Ianeselli che si è fatto carico di continuare a compensare le mancanze della Provincia per i posti letto dedicati alle persone richiedenti protezione internazionale, escluse dall’accoglienza. Presseremo la Giunta per avere un piano strutturale»

L'AVVISO Dormitorio Bellesini chiuso, il Comune interviene 
IL FATTO Trento, chiude il dormitorio della palestra ex Bellesini 

ISTRUZIONE I volontari che insegnano l’italiano al Centro Bruno 
MATTARELLA «I volontari sono i campioni di umanità» 

TRENTO. La risposta è arrivata in extremis, ma positiva: i richiedenti asilo che per tre settimane sono stati ospitati la notte alla palestra delle ex Bellesini hanno un nuovo tetto sotto cui dormire, in Clarina. «Anche in considerazione della perturbazione in arrivo nei prossimi giorni, i richiedenti protezione internazionale potranno rivolgersi al dormitorio allestito al bocciodromo di via Fermi, dove saranno nuovamente disponibili 24 posti letto» spiega in una nota il Comune. L'accoglienza straordinaria è gestita da Melting Pot Odv in collaborazione con l'associazione Assemblea antirazzista.

Dopo la chiusura della palestra ieri mattina, solamente nel tardo pomeriggio ospiti e volontari hanno ricevuto la comunicazione dell'amministrazione e potuto tirare un sospiro di sollevo. Anche se la soluzione è a termine. «Fino al 15 febbraio abbiamo la disponibilità del bocciodromo - spiega Chiara Aliberti, volontaria - Per fortuna riprendiamo subito la nostra attività di accoglienza notturna e nessuno dei ragazzi dormirà sotto un ponte. Manterremo gli stessi orari, dalle 20 alle 8.30 del mattino. Dopo metà febbraio si vedrà che succede. Il Comune ci sta dando una mano, ma è la Provincia che deve trovare una struttura: purtroppo vediamo che manca la volontà».

La precisazione arriva anche dal sindaco Franco Ianeselli. «Tutti siamo chiamati a fare la nostra parte - spiega - Ricordo che non è competenza del Comune, ma nonostante questo abbiamo strutturalmente aperto 24 posti alle Bellesini, per persone destinate alle strutture dell'accoglienza. Ma l'accoglienza dovrebbe prevedere più posti e distribuirli, senza lasciare tutto il peso su Trento. Detto questo, abbiamo persone che dormono sotto i ponti, che tra l'altro magari sono quelle che ci consegnano le pizze. Per questo noi, in questi giorni di freddo pungente, prima nella struttura in Oltrefersina, poi con ulteriori posti alle Bellesini, abbiamo aumentato la capacità di accoglienza per non farle morire di freddo. Alle Bellesini abbiamo individuato la palestra, che normalmente è usata da anziani e persone disabili. Ora la riapriamo a loro, perché c'è necessità. Ma abbiamo trovato un altro spazio».

Ianeselli ricorda che «il richiamo dal palco e davanti al Presidente Mattarella è stato alle istituzioni e tutte le istituzioni devono rispondere. Il Comune di Trento cerca di fare la propria parte, ma una questione che riguarda tutti»
 

«Ieri in una giornata frenetica e faticosa una bella notizia - ha scritto il consigliere provinciale Paolo Zanella via social, stamane - il Comune di Trento ha deciso di continuare a compensare le mancanze della Provincia tenendo aperti (spostandoli in Clarina) i posti del dormitorio di emergenza per persone richiedenti protezione internazionale escluse dall'accoglienza. Grazie ai ragazzi e alle ragazze del Centro Sociale Bruno che fanno servizio di volontariato per garantirne l'apertura (in particolare, senza voler fare graduatorie nell'impegno, la vulcanica Chiara Aliberti)».

«Abbiamo chiesto in tanti di non chiudere il dormitorio al sindaco Franco Ianeselli e lui si è preso questo impegno e quindi lo ringrazio per essersi fatto carico di dare un letto a chi altrimenti dormirebbe sotto un ponte, pur avendo diritto all'accoglienza. Continueremo a pressare la Giunta provinciale per un piano strutturale che non lasci più nessuno all'addiaccio e che offra possibilità di reinserimento sociale. Servono più posti in bassa soglia, ma anche ostelli dei lavoratori e progetti di housing first» ha concluso.

comments powered by Disqus