Politica/ Trento

Merler, Piccoli, il Covid: il motivo dello scontro in Consiglio comunale, spiegato per bene

In mezzo c’è la partita della variante di bilancio, con oltre 7 mila emendamenti del consigliere di minoranza (un mezzo quintale di carte): Merler potrà teoricamente parlare per 385 ore di fila, e il «lodo sudici sudisti» non ha funzionato

di Gigi Zoppello

TRENTO. La movimentata serata di ieri, a palazzo Thun, è stata l’ennesimo episodio di una guerra senza esclusione di colpi fra il consigliere del centrodestra Andrea Merler e il Presidente del Consiglio Paolo Piccoli.

Il fatto, in sé, è semplice: lunedì alla conferenza dei capigruppo Merler si presenta afono, e dice di non sentirsi troppo bene. Piccoli gli chiede quindi di non presentarsi alla seduta del Consiglio di mercoledì sera, anche perché si può parteciparvi anche da casa, in remoto, come hanno fatto molti altri consiglieri.

Merler però si presenta ugualmente. E qui scoppia la bagarre.

Piccoli intima a Merler di lasciare l’Aula. E cita i regolamenti di Camera e Senato (che poi sono le semplici norme di precauzione per tutti i luoghi di lavoro: è fatto divieto di entrata a chi presenti dei sintomi come tosse, raffreddore, lacrimazione, febbre, mal di gola). Ma Merler produce un certificato: ha fatto il tampone rapido in farmacia la mattina stessa, e il risultato è negativo. Lo stesso Merler dichiara di volersi spostare nella Sala Giunta dalla quale seguire i lavori. Ma Piccoli è irremovibile.

Poco dopo, Merler scrive su Facebook: "Io sto benissimo, ho il tampone negativo, nessun sintomo e quindi pretendo di partecipare al consiglio comunale della mia città in presenza! Qui si trova ogni modo pur di non farci partecipare alla vita democratica della città. Mi sono anche spostato, per mera cortesia, da solo in sala giunta dalla quale potrai seguire anche i lavori. Il presidente intende sospendere il consiglio senza motivo alcuno. Se ne assuma la esclusiva responsabilità. Il sindaco aveva dato anche il suo ok al mio utilizzo della sala giunta, per motivi esageratamente precauzionali e di cortesia!".

Lo scontro, come sappiamo, ha portato alla sospensione della seduta. Ma questo è solo la punta dell’iceberg. Perché il vero scontro si gioca sull’approvazione della variazione di bilancio, uno strumento disperatamente importante per sbloccare iniziative, lavori pubblici e investimenti comunali, Va approvato entro il 2 maggio, ma di traverso c’è Merler.

Il fatto è che Merler ha depositato 40 chilogrammi di emendamenti sul Regolamento d'aula allo scopo di fare ostruzionismo fino alla fine.

Un ostruzionismo che al momento lo stesso Regolamento consiliare consente. Ecco perché, dopo la famosa uscita dei «sudici sudisti», a Merler era stata offerta la via di uscita: contribuire a scrivere un nuovo regolamento che consenta di snellire i lavori. Lui prima ha detto di sì (con la famosa foto “tarallucci e vino” con Piccoli). Ma dopo due settimane ha organizzato una rumorosa protesta in via Belenzani, indossando una provocatoria mascherina facciale con scritto sopra “Piccoli”, perché a suo dire «il presidente del Consiglio vorrebbe mettere il bavaglio alle minoranze».

Il risultato è che – incapace il Consiglio di esprimere un nuovo Regolamento – ci aspettano giorni e notti di bivacco in aula con Merler impegnato ad illustrare il mezzo quintale di carte che ha prodotto. E la variazione di bilancio si sposta in avanti.

Il consigliere Alessandro Dalrì del PD lo spiega in maniera chiara: «un singolo consigliere, attraverso il deposito di centinaia o migliaia di emendamenti, ha il potere di paralizzare i lavori di tutto il Consiglio.

Funziona più o meno così: facciamo a finta che domani mattina io mi svegli col piede sbagliato e decida, così all'improvviso, che il mio vicino di casa mi stia antipatico (o peggio che il mio amico palazzinaro voglia guadagnare nel costruire), e che quindi al posto di quel pezzo di verde vicino a casa sua – che chiameremo casualmente lotto C33 - io voglia vedere sorgere un condominio per ostruirgli il panorama. Mi metto così al computer di buona lena, e con l'ausilio di qualche trucchetto scrivo 7700 emendamenti alla prossima variazione di bilancio del Comune di Trento (tipicamente tutti uguali ad eccezione di una cifra che vado ad aumentare progressivamente da 1 a 7700).

Bene.

Dopo questa operazione aspetto che la variazione di Bilancio venga messa all'ordine del giorno e deposito i miei 7700 emendamenti. A questo punto, regolamento alla mano, il Consiglio è costretto a discutere e votare tutti i miei 7700 emendamenti, ed in particolare io avrò diritto a 3 minuti di esposizione ad emendamento cioè 23100 minuti totali, cioè 385 ore.

In sostanza il Consiglio è paralizzato. Quella variazione di Bilancio, lo strumento attraverso cui la Giunta alloca le risorse per i suoi interventi, non passerà mai.

Ecco che a questo punto vado dal Sindaco e gli dico: "sai che c'è? Io ritiro i miei 7700 emendamenti -insensati, quasi identici tra loro e depositati con l'unico fine di ricattare - se tu rendi edificabile il lotto C33."

Il sindaco all'inizio prova a resistere, magari mi propone alternative, ma poi, pur di poter mandare avanti la città, è spesso costretto a cedere al ricatto.

Ora qualcuno mi dice: ma in mezzo a questa situazione, il dramma sociale, economico e sanitario del Covid, vi mettete a pensare al regolamento interno?

Ebbene la risposta è sì.

Anzi è proprio in un momento come questo che non possiamo permetterci, nella maniera più assoluta, di arrivare alle prossime variazioni di bilancio – in cui il Comune proverà a fare tutto quello che può per aiutare i suoi cittadini e le sue imprese- e ritrovarci per l'ennesima volta sotto scacco dalle migliaia di emendamenti di chi mette i suoi interessi particolari davanti a quelli della collettività».

E Andrea Merler che fa? Oggi si è fatto fare un altro tampone (negativo), l’ha immediatamente pubblicato su Facebook (vedi foto) ed ha diffidato «simpaticamente» i giornali. Testualmente: «Dopo il tampone negativo di ieri ecco il tampone fatto oggi: NEGATIVO. Lo ho fatto per massima precauzioni, nonostante io non abbia sintomi da Covid e per evitare i c.d. falsi negativi. Sto benissimo, ora diffido - simpaticamente - chiunque dal diffondere notizie false sul mio stato di salute. Spero di aver chiarito definitivamente la situazione e che non vi siano più pretesti, per limitare le prerogative e i diritti dei consiglieri nel responsabile esercizio del loro mandato».

Pure Andrea Maschio (che è della minoranza, essendo di Onda Civica) prende le distanze: «Seduta comunale intollerabilmemte ma necessariamente annullata causa rifiuto di Merler di uscire dall'aula causa suoi sintomi...la città è sotto scacco in modo vergognoso».

Di fatto, Merler va avanti con la sua battaglia da solo, perché il resto delle minoranze non lo appoggia, ed anzi temendo nottate insonni sugli scranni, lo scongiura di tornare indietro. Senza passare dal fantomatico e immaginario lotto C33. 

Nella foto: gli emendamenti presentati da Merler

 

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