Vandali di notte al museo del paracarro a Canezza

Amara sorpresa, ieri mattina, per Dario Pegoretti quando ha visto il «suo» museo del paracarro, a Canezza, preso di mira dai vandali.

Non è la prima volta che i paracarri esposti (oltre un centinaio di varie fattezze e materiali provenienti da tutto il mondo e dedicati ognuno ad un campione del ciclismo del presente o del passato) vengono presi di mira da dei teppisti: tre anni fa, un paracarro in calcestruzzo venne fatto letteralmente a pezzi. In quell'occasione, pur non essendoci prove certe per dare un volto ai responsabili, la «vox populi» indicava un gruppo di giovani non nuovi ad atti vandalici nella zona.

Ed anche stavolta, pur non essendoci modo di risalire ai diretti responsabili in quanto non vi sono telecamere di videosorveglianza e per il fatto che il parco dove sorge il museo si trova fuori del paese, lungo la strada d'argine del torrente Fersina, i sospetti sembrano poter ricadere sempre su un gruppo di giovani, almeno per le «tracce» che hanno lasciato.

Ma i danni, come ci ha testimoniato lo stesso Dario Pegoretti, ora sono più ingenti ancora: un paracarro di pietra, decisamente pesante, è stato sradicato dalla sua sede; altri due, di plastica, sono stati pure divelti e poi lasciati a penzoloni nelle buche; un quarto paracarro, sempre leggero ma in metallo, è stato addirittura lanciato su di un albero spoglio. E non finisce qui: una panchina è stata gettata sulle altalene, e diversi cartoni di pizza d'asporto sono stati abbandonati sulle panchine, assieme a molti cocci e fondi di bottiglie di vetro di birra e vino, disseminati un po' ovunque.

Visto che nel parco sono collocati anche alcuni giochi per bambini, l'idiozia di aver sparso pezzi di vetro ha reso anche pericoloso lo stesso giardino per i piccoli frequentatori: fra l'erba e le foglie cadute, i frammenti oltretutto si confondono facilmente.

Sconsolato e amareggiato, Pegoretti ha subito avvisato le forze dell'ordine. Oltretutto, i danni sono avvenuti di notte, sicuramente dopo le 22, quando vige il coprifuoco anche in Trentino. Una doppia trasgressione, al bene civico e anche alle disposizioni di prevenzione sanitaria.

I responsabili con molta probabilità sono del posto, sanno come muoversi e hanno scelto un luogo lontano da occhi indiscreti. Non si tratta, e questo lo confermano le stesse forze dell'ordine, dei responsabili dei furti e vandalismi alle auto parcheggiate nel vicino parcheggio, una settimana fa: i responsabili sono stati individuati e scontano già la loro pena, in carcere e ai domiciliari.

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